TRENTO. Parla di «asciugatura di ciò che non è essenziale», il presidente della Provincia Alberto Pacher. E di polpa da sgrossare rispetto al lusso del passato ce n’è evidentemente molta, stando alle cifre che ha presentato ieri al termine della seduta della giunta. Che dando seguito agli esiti della riunione programmatica di lunedì scorso ha deliberato per quest’anno una nuova serie di tagli alle cosiddette “spese discrezionali” dell’apparato di Piazza Dante. Tagli in effetti davvero corposi, che vanno dunque accolti positivamente. La cui entità dà però molto da pensare. Pacher si è infatti detto più che ottimista sulla possibilità di raggiungere gli obiettivi. Ma, appunto, se sforbiciare non sembra in questo caso costituire una fatica improba, significa che le spese finora sono state, per citare lo stesso presidente, «non essenziali». E dunque, per certi versi, tacciabili anche di spreco. Ma che cosa sono le “spese discrezionali”? Rientrano sotto questa fattispecie diverse categorie di spesa: dalle consulenze alle collaborazioni fino alle spese per la comunicazione. Non a caso, proprio le voci sulle cui spese più spesso si sono appuntate le critiche dell’opposizione in Consiglio provinciale. Il risparmio complessivo, al termine dell’operazione, dovrebbe ammontare a circa 1 milione e 200 mila euro.

Le cifre. Già nel 2012 la Provincia aveva raggiunto risultati migliori rispetto a quelli indicati nella Finanziaria: se l'obiettivo era infatti una riduzione del 35% rispetto al triennio 2008-2010, i dati al 31 dicembre parlano di un calo della spesa pari al 58% (7.745.000 euro rispetto ai 18.386.552 della media 2008-2010). E così per il 2013 l'asticella del risparmio è stata ulteriormente alzata. Se la Finanziaria 2013 aveva fissato come nuovo obiettivo di risparmio un -50% (come si è detto già superato nel 2012), con la decisione assunta ieri dalla giunta è stato stabilito che il taglio dovrà essere non inferiore al 60%, sempre rispetto al triennio preso in considerazione. E in realtà, ha spiegato Pacher, le previsioni dell'amministrazione fanno ritenere possibile una riduzione delle spese discrezionali, complessivamente intese, ancora maggiore. L'assegnazione dei budget ai singoli dipartimenti della Provincia verrà fissata nei prossimi giorni attraverso una determinazione del direttore generale Ivano Dalmonego. Ecco in sintesi come verranno ripartiti i risparmi.

Consulenze. Per il contenimento e la razionalizzazione delle spese per incarichi di consulenza, studio e ricerca della Provincia l'obiettivo di contenimento delle spese dovrà essere di almeno l'80% rispetto alla media del biennio 2008-2009 (solo per questa categoria di spesa viene preso a riferimento il biennio anziché il triennio). La Finanziaria indicava invece un obiettivo del 65%.

Organi collegiali.Si tratta delle spese per organi amministrativi, consultivi e di controllo: la riduzione dovrà raggiungere una quota di almeno il 25% rispetto alla media 2008-2010. Ma qui Pacher si è spinto a indicare come raggiungibile l’obiettivo del 32%.

Collaborazioni. Qui la sforbiciata sarà pari al 65% rispetto alla media 2008-2010, 15 punti percentuali in più rispetto all’obiettivo indicato in Finanziaria..

Comunicazione. Anche qui un taglio notevole: non dovrà infatti essere inferiore al 50% rispetto alla media 2008-2010. In questa voce rientrano sia le spese in capo all’Ufficio stampa e al Servizio Grandi eventi, sia quelle a carico di ciascun dipartimento provinciale.

Oltre a tutto questo, Pacher ha anticipato l’intenzione della giunta di giungere a una riduzione del 20% delle procedure amministrative, con l’obiettivo di accorciare così i tempi della burocrazia provinciale. Il tutto è già avviato, dopo l incontro di ieri pomeriggio con tutti i direttori generali, ai quali la giunta ha chiesto in sostanza di avviare al più presto una “ricognizione” sulle relative strutture di competenza. ©RIPRODUZIONE RISERVATA