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TRENTO. Il top player che piace tanto agli uomini dell’Upt è sempre lo stesso: Lorenzo Dellai. Al punto che negli ultimi giorni la notizia, partita come un venticello, è divenuto il tema principale dei gossip e dei dibattiti nei palazzi della Provincia e nelle sedi dei partiti. Da più di una settimana, infatti, rimbalza da un colloquio all’altro la voce che Lorenzo Dellai stia valutando l’ipotesi di candidarsi come capolista dell’Upt alle elezioni provinciali.
Un’idea che è stata suggerita da alcuni dirigenti di valle dell’Upt. Ma Dellai si è mostrato subito freddo. Non è questo il percorso che l’ex presidente ha immaginato di fare a pochi mesi dall’elezione alla Camera. Un’elezione che fu un successo, con Scelta Civica che ebbe percentuali da record. E poi ora Dellai è laggiù, a Roma, a far da cuscinetto fra il capogruppo del Pd Speranza e il capogruppo del Pdl Brunetta, e con Brunetta riesce pure a parlarci, e il premier Enrico Letta confida nelle capacità politiche di “pontiere” del “vecchio amico” Dellai. E a Roma è una fase convulsa ma sicuramente incubatrice di nuovi percorsi. Ma l’ex presidente del Trentino non disdegna l’abbraccio dei suoi, che lo vorrebbero di nuovo in campo in Trentino, per dare la chiara immagine della conservata forza dell’Upt. Perché è questo il dubbio che assale dirigenti e tifosi del partito: che ne sarà di noi dopo la dipartita di Lorenzo e la sonora sconfitta alle primarie del centrosinistra con la contemporanea “guerra” ai fianchi da parte di Grisenti e del suo “PTmenoU”? Dellai è perfettamente consapevole della situazione, tanto che ai suoi uomini ha già detto che lui sarà qui, in Trentino, a presidiare il campo. E che dire no a una candidatura da capolista non significa non metterci la faccia. «Anzi - dice Lorenzo ai suoi (quasi come un messia) - io ci metterò la faccia, sarò qui con voi, ma questo è il momento per dimostrare che noi stiamo cambiando, che noi abbiamo dei candidati nuovi di grande spessore, ma che nel contempo abbiamo lo stesso spirito di partenza, lo spirito della Margherita».
Ah, la Margherita! Già. Quando sentono questa parola, «margherita», i popolari dell’Upt vengono assaliti dalla nostalgia e poi si infiammano, perché in fondo si sentono ancora “margheritini”. Dellai parla di “spirito della Margherita” e loro vorrebbero rimettere in gioco proprio il nome. Ecco, quest’ipotesi non è stata affatto scartata, anzi: il senatore Vittorio Fravezzi continua a parlare di “Margherita”, Mellarini e Gilmozzi gongolano all’idea che il nome ritorni. Ma non è chiaro se il nome si possa estrarre dal cassetto, visto che poi è stato usato anche da altri soggetti. Ma qualcosa si potrà fare: magari “Nuova Civica Margherita” o “Nuova Civica per il Trentino”. Qualcosa che richiami il nome. Magari senza rinnegare “Scelta Civica”, cercando di mostrare il legame col passato e provando a indicare una via nuova per il futuro. «L’importante continua a dire Dellai, preoccupato per la tenuta non solo dell’Upt ma di tutta la coalizione - è che sia chiaro che noi siamo portatori della cultura e del valore del lavorare insieme, noi, gli uomini e le donne che sono stati alleati in questi 15 anni di governo, questa capacità di essere una coalizione plurale e insieme unitaria. E’ questo il vero senso della Margherita, non il simbolo».
