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VALLARSA. Prima quattro dense lingue di fumo bianco sono uscite dalla montagna. Dopo cinque interminabili secondi un sordo boato è riecheggiato nell’intera valle e sabbia e sassi hanno cominciato a scendere a valle sradicando qualche albero, mentre la nuvola bianca lenta si è dispersa nell’aria. In pochissimi minuti in Vallarsa è tornato il silenzio. E’ la spettacolare operazione che si è svolta ieri per mettere in sicurezza la provinciale "Sinistra Leno" della Vallarsa. Con quattro cariche (circa 300 chilogrammi) di esplosivo è stato fatto saltare lo sperone di roccia che sovrastava la strada in località “Stangae” tra Aste e Matassone e che minacciava di cadere a valle. Una ventina le persone impiegate nell’operazione: oltre ai tecnici, i vigili del fuoco volontari di Vallarsa, i carabinieri, la polizia locale, gli stradini, i forestali, si sono impegnati per chiudere la strada e assicurare la sicurezza dell’intervento. E’ stata evacuata l’unica famiglia che vive nella frazione Nave, che rischiava di trovarsi in traiettoria di caduta e sono stati perlustrati i boschi per assicurarsi che non ci fosse nessuno. Alle 15 il grosso masso, che era stato imbragato con una rete, è stato fatto brillare, come da programma. Quattro veloci esplosioni in successione, dall’alto al basso, hanno frantumato e fatto scivolare verso il torrente Leno i sassi e altri detriti. La maggior parte del materiale, oltre 800 metri cubi, si è fermato nel bosco sopra la strada «ci vorrà qualche giorno per i disgaggi di questo materiale sparso – spiega Ernesto Santuliana, ingegnere del servizio idrogeologico della Provincia – solo un paio di massi di circa mezzo metro cubo hanno superato la carreggiata e si sono fermati nel bosco sottostante». Appena finiranno i lavori di messa in sicurezza, probabilmente venerdì, verrà riaperta la strada, sulla quale sono già previsti i lavori di allargamento.
