MORI. Forte esplosione nella tarda serata di giovedì, con "epicentro" non distante dai terrazzamenti di Montalbano. Un episodio che, una volta esclusa l'eventualità di un incidente, ha cominciato a scatenare letture inquietanti: un gesto stupido di qualche balordo - è stato udito almeno un altro scoppio - o c'è di più? Gli spunti non mancano. Di sicuro ieri è comparso un volantino intitolato "Basta bugie sulla pelle di vicolo Pipel", firmato "tribù delle fratte", in cui si legge: «Certi delle nostre buone ragioni, nonostante la prossimità abitativa abbiamo provveduto al primo stress test tramite esplosivo a bassa intensità. Ad ore 23.32 abbiamo esploso il Pirat 217 di potenza media. La botta è stata avvertita dalla popolazione fino all'agglomerato di Fontechel (conca di Brentonico) ma come supposto, il diedro tiene. La dichiarata urgenza non si è dimostrata veritiera. Ancora bugie della classe politica. La minaccia è infondata». Poi è arrivata la secca smentita da parte alla vera Tribù delle Fratte: «Se è semplicemente delirante sostenere che l'esplosione di un petardo sia uno "stress test" per la tenuta del diedro, la firma e i contenuti del volantino sono un'operazione studiata a tavolino per screditare una protesta che sta coinvolgendo sempre più moriani e liberi cittadini. Come Tribù delle Fratte smascheriamo con forza questa operazione denigratoria. Non capiamo chi stia giocando sporco. Ciò che sappiamo è chi ha tutto l'interesse a screditare la lotta, infangando e generando confusione ad arte, per preparare l'intervento delle forze dell'ordine». «Tentativo maldestro - hanno commentato Nicola Bertolini (consigliere del Movimento 5 Stelle) ed Emilio Piccoli, in prima linea sui terrazzamenti - di strategia della tensione per delegittimare la Resistenza. Non può essere la Digos, solo qualche monello gonfio di rabbia». «Il vicolo citato - argomenta il capogruppo del Patt Cristiano Moiola - è sbagliato. "Pipel" invece che "Prearua". In più si firmano come "tribù delle fratte" scritto in minuscolo». «Chi ha commesso questa azione - aggiunge il segretario autonomista Paola Depretto - va assolutamente condannato: vergogna. Oltre a mettere in pericolo la popolazione moriana si cerca di screditare un'azione di protesta. Uscite allo scoperto, congiurati». Di certo il clima attorno alla costruzione del vallo-tomo, con il cantiere anche ieri fermato e l'assemblea popolare in serata, si fa sempre più teso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA