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TRENTO. In gioventù, appena maggiorenne, quando viveva in Romagna, aveva accumulato una quindicina di multe per divieto di sosta. Un po’ per indolenza, un po’ per sottovalutazione delle conseguenze, non le aveva pagate. Ora si è vista recapitare le cartelle esattoriali, per un totale di 66 mila euro. Ma quello che la mette davvero in difficoltà, è che Equitalia non le consente di rateizzare l’oneroso importo.
Le contravvenzioni risalgono a una quindicina di anni fa. Non avendo provveduto a saldarle entro i termini prescritti, i comuni di Rimini e Forlì hanno incaricato Equitalia di riscuotere gli importi in maniera coattiva. «Oltre alle multe per divieto di sosta - racconta lei - c’è anche una sanzione amministrativa per due assegni a vuoto. Allora ero giovane, non ho valutato bene le conseguenze. Qualche anno fa, sapendo di avere questi conti in sospeso, ho chiesto quanto dovevo per saldare tutto. Quando mi hanno detto la cifra non ci credevo». Dei 66 mila euro, la stragrande maggioranza sono indennità di mora, che si sono accumulate moltiplicandosi fino a raggiungere una quota ragguardevole, che farebbe impallidire anche un benestante. Lei invece benestante non è. «Ho un lavoro part-time, ho tre figli e vivo in una casa Itea. Guadagno circa 800 euro al mese. Mi sono rivolta ad Equitalia e attraverso ho proposto di pagare 200 euro al mese, anche per tutta la vita pur di liberarmi di questo peso. Mi hanno risposto che non è possibile. Per i loro regolamenti, la rateizzazione non può superare un certo numero di versamenti. Con 200 euro al mese le rate sarebbero state troppe». la controproposta di Equitalia non è praticabile: l’agenzia di riscossione chiede rate mensili di 1500 euro, una cifra che per la giovane trentina è del tutto fuori budget. In alternativa, può rateizzare una sola cartella, lasciando però che nel frattempo le altre cumulino ulteriori interessi di mora. In questo modo il sacrificio di saldare una sola multa avrebbe un contraccolpo terribile: quella cifra, già vertiginosa, di 66 mila euro, lieviterebbe ancora uscendo da ogni possibilità di controllo. Il gioco, insomma, non varrebbe la candela. «Già mi sembra pazzesco che delle multe per divieto di sosta, che all’epoca costavano 50 mila lire, siano diventate l’equivalente di 120 milioni delle vecchie lire. D’accordo, la colpa è mia per non averle saldate entro i termini. La situazione in cui i trovo ora è però assurda. Vorrei pagare, ma le condizioni poste da Equitalia sono fuori dalla mia portata. Mi sono consultata con dei legali. Mi hanno detto che purtroppo non c’è nulla da fare».
