TRENTO. Sono in campo per sostenere la candidata presidente Antonella Valer con LeU, convinti che alla politica provinciale serva un segnale di discontinuità. È la lista di L’Altro Trentino a Sinistra, che raccoglie candidati e candidate di Rifondazione comunista e Potere al Popolo e si presenta come l’alternativa al centrosinistra ed alle sue politiche di tagli alla spesa pubblica, ai servizi e di privatizzazioni. Il capolista Giuliano Pantano, insegnante, guida una squadra di 31 candidati che rappresentano varie categorie (dagli operai agli insegnanti, dai professionisti agli operatori sociali) convinto che l’unico modo per arginare la destra xenofoba e neofascista sia ricompattare il popolo deluso della sinistra, che non ha trovato risposte nella precedente legislatura. La squadra si è presentata in piazza Dante (che è diventata la piazza di riferimento per la destra e la sinistra) sabato, insieme alla candidata presidente Valer, l’unica donna. Ed alla domanda se non temono che dividendosi, renderanno più facile la vittoria del centrodestra, Pantano e Valer rispondono: «Abbiamo tentato di fare un’alleanza con la lista di Ghezzi, ma sappiamo com’è andata. Alla fine ha prevalso il candidato Tonini e noi crediamo di essere alternativi ad una coalizione che non dà risposte ai bisogni delle persone».

Vediamo allora quali sono i punti cardine del programma di L’Altro Trentino a Sinistra. Si punta su una scuola e una sanità pubbliche e gratuite, su politiche del lavoro che diano garanzia ai precari, senza giocare sui numeri che vorrebbero l’aumento dell’occupazione anche per chi ha contratti a tempo determinato: «gli unici che sono aumentati».

Sulla scuola vogliono bloccare i contributi alle private e chiedono maggiori investimenti per la pubblica. «Basta con programmi di facciata - afferma Pantano - come il trilinguismo, che è stato un fallimento». «Gli aumenti agli insegna sono irrisori - gli fa eco Valeria Allocati - e le stabilizzazioni fatte dalla Provincia sono arrivate solo dopo 8 anni grazie ai ricorsi dei precari. Siamo contrari inoltre alla riforma della Buona scuola di Renzi e consideriamo l’alternanza scuola lavoro un modo per togliere il lavoro a chi potrebbe accedere ai lavori stagionali in settori dell’industria e del turismo». Ed a proposito di turismo, tema che sta particolarmente a cuore, Pantano spiega: «Siamo per un turismo “dolce”, che non occupi più territorio con nuovi impianti da sci, perché si tratta di un modello di sviluppo perdente, a causa dei cambiamenti climatici che porteranno sempre meno neve sulle nostre montagne. Vogliamo un turismo più rispettoso dell’ambiente, puntando su alberghi diffusi, come si sta facendo in Friuli Venezia Giulia e nel Tirolo del Nord, dove nonostante siano calati gli investimenti, il Pil cresce perché si punta su un’offerta più naturale». A questo proposito, Ivo Cestari, insegnante e architetto, si dice contrario al progetto Translagorai. «Si tratta di un favore agli impiantisti del Cermis - afferma - che vede un investimento di 3 milioni e 600 mila euro per cementificare strade forestali e trasformare le malghe in punti di ristoro, in una delle aree ancora incontaminate del Trentino».

E sulla sanità, si vuole contrastare il fenomeno della migrazione dei pazienti fuori provincia, che costa alla casse provinciali dai 12 ai 15 milioni di euro l’anno, riducendo le liste d’attesa per la diagnostica, che deve essere gratuita.

Sul problema dell’immigrazione, l’Alro Trentino a Sinistra è per la politica dell’accoglienza, perché solo con l’integrazione dei migranti sul territorio si evita che i profughi vivano di espedienti o di attività illegali. (sa.m.)

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