ROVERETO. Ok, tagliamo i costi della politica anche dell'ottanta per cento, riduciamo se necessario il numero di consiglieri, eliminiamo anche la figura del presidente del consiglio comunale, ma i veri sprechi non sono nei Comuni. Sono piuttosto «nei 10.000 euro dei consiglieri provinciali, sono in una Regione che un'entità vuota, sono nelle Comunità di valle al posto delle quali potevano starci i consorzi tra Comuni o la gestione accorpata dei servizi».

Barbara Lorenzi raccoglie l'invito-provocazione del direttore del Trentino e «stupisce». Così come le aveva chiesto Faustini rispondendo ad un lettore che sollecitava l'eliminazione della carica di presidente del consiglio comunale: «Penso che la Lorenzi possa darle ragione e stupirla...». Lo fa, la Lorenzi, con qualche distinguo, a pochi giorni dal consiglio comunale che discuterà una mozione (che verrà emendata) di Manzana sulla riduzione dei costi della politica municipale.

Dunque rinuncia alla carica di presidente del consiglio comunale?
Va benissimo, tagliamo anche questa figura se vogliamo risparmiare. Torniamo indietro prima della riforma e ritrasferiamo questo compito ai sindaci: tutto è possibile fare. Ma questo surplus di impegno va riconosciuto anche dal punto di vista economico... quindi siamo daccapo, o quasi. La funzione di presidente del consiglio è importante per organizzare e dirigere i lavori dell'aula, per garantire i diritti alle minoranze, perché è una figura di garanzia. Un impegno anche gravoso che non si limita alla gestione delle riunioni del consiglio ma comporta impegni pre e post assemblea.

E costa, come nel caso suo, 24.328 euro l'anno...
Che netti sono 1.560 o 1.580 euro netti il mese. E' un onore per me ricoprire questa carica, che non è a tempo indeterminato. Fortunatamente ne ho abbastanza con la mia professione...

Non le sembra di costare troppo?
Un segnale l'ho dato, come tutta la giunta, rinunciando all'aumento del 7% dell'indennità. E sono disponibilissima a ridurre ulteriormente il compenso. Tagliandolo anche del 50% o dell'80% se così dovesse stabilire la Regione. Ma, come ho avuto già modo di dire, è giusto che anche l'impegno in politica vada ricompensato: un giusto riconoscimento che non diventi però una rendita di posizione trovando un equilibrio tra costi e benefici.

E la politica o l'attività amministrativa come volontariato?
Il volontariato lo possiamo fare tutti nel silenzio. In politica ci sono responsabilità connesse all'esercizio che devo avere un corrispettivo.

Come i 10.000 euro mensili ai consiglieri provinciali?
Eh no, questa è una rendita di professione. Questo è uno dei veri sprechi sui quali è necessario incidere. Non sono tanto i Comuni, tra l'altro i più vicini alla gente, a costare troppo. Tanto che, per fare un paragone con i consiglieri provinciali, sono convinta che i sindaci per quello che fanno e per le responsabilità gravissime che hanno dovrebbero ricevere di più.

E allora dove sono gli sprechi da tagliare?
Quando si parla di sprechi intendo la spesa che va oltre il semplice costo per far funzionare bene un organismo. Se spendi di più devi tagliare lo spreco. Dove? La Regione che è un'entità vuota o le Comunità di valle. Bastava ragionare su consorzi di Comuni o sulla gestione unitaria di alcuni uffici o servizi senza spendere ulteriormente soldi pubblici in una nuova istituzione. Non vedo molto la differenza tra Comunità di valle e Comprensori...