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TRENTO. Aumento del flusso di turisti, un valore aggiunto stimato in 323 milioni di euro l’anno, 80 mila posti di lavoro in 16 anni, 7 di realizzazione e 9 di gestione. Sono i numeri del documento pro-Valdastico commissionato dalla Provincia alla società di consulenza PwC e presentato oggi (28 febbraio) a categorie economiche, sindacati e Consiglio delle autonomie dal governatore Maurizio Fugatti con l’assessore Achille Spinelli, il direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti e il direttore di PwC Diego Artuso.
L’opera divide da anni il Trentino. Le categorie economiche a favore, ambientalisti (ma manche molti Comuni) contrari.
“È un documento utile per il dibattito, riguardo ad un investimento che - va ricordato - alla Provincia non costa nulla e sul quale l’Amministrazione provinciale non mette risorse proprie, ma che allo stesso tempo potrebbe avere un ritorno importante sul nostro tessuto economico, sociale e turistico. Giusto quindi assieme a tutte le valutazioni necessarie di tipo urbanistico, ambientale, geologico, esaminare anche l’aumento potenziale di ricchezza per il Trentino”, ha detto Fugatti.
L’analisi di PwC Italia prende in esame gli effetti macroeconomici - in pratica l’incremento del Pil - connessi al secondo lotto del collegamento promosso dalla concessionaria autostradale, in particolare sul tracciato Pedemonte in provincia di Vicenza alla connessione A22 a Rovereto (mentre il primo lotto, interamente nel vicentino, va da Piovene Rocchette a Pedemonte).
Lo studio evidenzia l’impatto di un’infrastruttura capace di rendere più competitivo il Trentino e di “avvicinarlo” a Veneto e Friuli Venezia Giulia. Generando oltre lo spostamento del traffico commerciale anche un incremento plausibile di arrivi e presenze turistiche dalle due regioni di circa il 20%, per un valore aggiunto di circa 84,5 milioni a favore del comparto dell’ospitalità trentina e dei settori collegati. In 16 anni, tempo che riassume i 7 anni dell’investimento-realizzazione dell’opera e i successivi 9 della gestione, il valore aggiunto complessivo generato dalla realizzazione dell’arteria raggiungerebbe i 5,2 miliardi. Ovvero 323 milioni l’anno, a cui vanno aggiunti quasi 80.000 posti di lavoro complessivi - quasi 5mila l’anno - nell’arco dei 16 anni.
Si calcola che la nuova infrastruttura consentirà una riduzione dei tempi di percorrenza di circa 20 minuti per i veicoli leggeri e di circa 25 minuti per quelli pesanti nella tratta Trento-Vicenza; oltre a una rimodulazione del traffico sull’A22 e una riduzione delle percorrenze sulle Strade Provinciali e sulla SS47 della Valsugana che beneficerà di un’importante riduzione quantificata fino al 55% per il traffico pesante con l’ipotesi della Vignetta per i camion.
Per effetto di questo “avvicinamento” con i territori confinanti si stima che in un anno di piena operatività la spesa turistica in Trentino crescerebbe di circa 73,7 milioni, generando un valore aggiunto complessivo di circa 84,5 milioni e coinvolgendo 1.633 unità lavorative.
Terza variabile osservata l’impatto economico derivante dalla possibile realizzazione a Rovereto di una piattaforma intermodale per il traffico terrestre non accompagnato, per lo spostamento delle merci dai camion provenienti da Padova e Vicenza sulla linea del Brennero che in prospettiva verrà quadruplicata. “Questa è un’eventualità tutta da valutare - ha precisato Fugatti -. In ogni caso può essere un’idea utile per favorire la mobilità sostenibile, consentendo di togliere i camion dalle strade e rafforzando la posizione di Rovereto come baricentrica nel trasporto intermodale, creando un polo complementare tra quello di Trento (specializzato nel trasporto ‘accompagnato’) e Verona”.
