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PRIMIERO. «Noi non abbiamo cuore»: dietro questa presentazione tutt'altro che umana ci sarebbe una primierotta, Paola il suo nome. Il suo "lavoro" sarebbe quello di tessere le fila, da Cipro, di truffe telefoniche a danno di anziani o persone fragili. Paola, 27 anni, è stata riconosciuta da alcuni telespettatori, come segnala Radio Primiero, dopo che le sue dichiarazioni, carpite durante un incontro-esca, sono state mandate in onda in un'inchiesta da Luigi Pelazza delle Iene, su Italia 1, mercoledì scorso.
L'indagine televisiva ha mostrato il funzionamento di una vera e propria macchina della truffa internazionale, con base strategica a Cipro. Come funziona questa truffa: operatori di call center contattano persone anziane fingendosi consulenti finanziari, come Fininvest.
Il loro obiettivo non è tuttavia quello di vendere un servizio, ma instaurare un rapporto di fiducia con le vittime, che una volta convinte della professionalità dei loro interlocutori, vengono spennate di tutti i risparmi: vengono suggeriti investimenti su piattaforme di trading fittizie, create per mostrare risultati positivi e far credere che i soldi stiano realmente fruttando. In realtà, le somme vengono incassate dai malviventi.
Tra gli ingranaggi della rete truffaldina, l'inchiesta di Pelazza ha individuato proprio anche la ventisettenne Paola, che avrebbe origini primierotte. Ad indicarla è un ex membro del sistema, oggi pentito, che l'ha definita una delle più brave a raggirare gli anziani.
L'incontro - filmato con le telecamere nascoste (a destra un fermo immagine) - fra Paola e lo stesso giornalista delle Iene, che si finge interessato alla vendita di liste di contatti, è avvenuto a Limassol, seconda città per grandezza di Cipro. Il dialogo e soprattutto le parole di Paola sono di una freddezza che ben fa trasparire quanto ormai il meccanismo truffaldino sia rodato.
E quando il giornalista le fa notare che molti dei contatti in suo possesso, pronti a finire nelle grinfie dei malviventi se la vendita fittizia fosse andata a buon fine, sarebbero stati anziani soli, malati o in difficoltà, lei risponde senza esitazione: «Noi non abbiamo cuore».
Un assunto sufficiente a raccontare il clima di cinismo che permea tutto il meccanismo criminale che frutterebbe milioni di euro, destinati alla criminalità internazionale per l'acquisto di armi o droga.L'inchiesta delle Iene ha portato Luigi Pelazza anche a Bolzano, dove ad un anziano, a sua volta truffato con la scusa degli investimenti, era stato intestato a sua insaputa il dominio di un sito internet utilizzato dai malviventi per i loro scopi. Una truffa nella truffa, insomma, grazie all'invio dei documenti che le persone raggirate eseguono ai loro "consulenti".
Due call center avrebbero ricevuto da una società fittizia con sede a Napoli l'incarico di fare le telefonate per far abboccare le ignare persone: sarebbe questo uno degli anelli di congiunzione con la "base operativa" di Cipro. La truffa non riguarderebbe solo l'Italia, ma esisterebbero "consulenti" specializzati per diversi Paesi europei.
