LEVICO TERME. Un silenzio pesantissimo, una commozione palpabile, lacrime a stento trattenute. A Levico Terme è il giorno del cordoglio e del lutto per Liliana Bertoldi, la commerciante morta sotto il crollo del seracco sulla Marmolada, con l’ultimo saluto in una chiesa parrocchiale stracolma.

Tanti, tantissimi gli amici che si sono voluti stringere attorno ai familiari di Liliana, compresa la compagna di escursione in quella maledetta domenica, Laura Sartori, compreso il gestore del rifugio Capanna Ghiacciaio, Luca Toldo, che aveva prestato i primi soccorsi.

Presente anche un altro reduce della Marmolada: Davide Carnielli, l’escursionista di 30 anni di Fornace che era stato ricoverato all’ospedale di Treviso in gravi condizioni, dopo che in un primo momento era stato dato tra i dispersi. Era in sedia a rotelle, con una gamba ingessata, ma ha voluto essere presente per un momento così intenso per chi ha visto per sempre la sua vita cambiare sulla montagna amata.

Don Ernesto Ferretti, parroco di Levico, ha usato parole molto toccanti: «È un lancinante dolore, una fatalità l'ha strappata alla vita, siamo vicini alla mamma e alla famiglia e gli staremo vicini. Sorretti dalla luce della fede che ci dice che la vita continua».

Ad ascoltare, oltre alle numerose autorità presenti (dal sindaco di Levico Gianni Beretta al presidente della Provincia Maurizio Fugatti), la famiglia di Liliana: le figlie Francesca, Caterina e Sara, il marito Gian Paolo, la mamma Rina, i fratelli Ines e Walter.

«Tutti abbiamo vissuto la Marmolada con angoscia con la speranza di avere nelle ore notizie positive e man mano che passava il tempo l angoscia per noi come comunità locale ma più diffusa trentina italiana. Liliana non era una amante delle pantofole. Amava la montagna e la libertà», ha proseguito don Ernesto.