Imer. L’amministrazione comunale di Imer ha avviato un progetto per la trascrizione, lo studio e la pubblicazione di due registri d’estimo del 1673 e del 1750 conservati nel proprio archivio storico. Si tratta di documenti interessantissimi per la storia sia della comunità sia delle famiglie e dei singoli che hanno dato vita nei secoli passati alla crescita dell’antico borgo. Tra questi documenti vi sono due voluminosi registri d’estimo che contengono la riproduzione delle cosiddette “node” (o marchi di casa) di tutte le persone o enti che possedevano dei beni nel territorio comunale.

La stima dei beni

Gli estimi sono documenti ufficiali che nascono dall’esigenza di ripartire le tasse all’interno della comunità. In essi vengono descritti, misurati e stimati i beni immobili di ciascun proprietario, intestatario di una partita d’estimo (l’insieme dei beni tassati). Chi era iscritto all’estimo come vicino della Regola poteva godere delle proprietà collettive e partecipare con diritto di voto alle assemblee comunitarie. Seppur di natura fiscale, questi registri hanno un carattere descrittivo e conservano quindi una straordinaria varietà e ricchezza d'informazioni, raccontando di uomini, di luoghi, di attività produttive, di insediamenti e molto altro ancora.

Un gruppo di studio

Per portare avanti il progetto è stato costituito un gruppo di studiosi ed esperti in varie discipline. Infatti, gli estimi sono delle fonti complesse che possono fornire informazioni di carattere fiscale ed economico, anagrafico e sociale, onomastico (su nomi, cognomi e soprannomi) e toponomastico (sui nomi dei luoghi) ma anche territoriale e perfino simbolico, come testimoniano le cosiddette “node”. La trascrizione integrale dei due registri è già stata curata, per conto del Comune, da Valeria Zugliani (estimo del 1673) e Giada Longo (estimo del 1750). Entrambe le trascrizioni saranno rese disponibili sul sito web del Comune. I dati contenuti nei due documenti trascritti saranno poi analizzati e messi in relazione con la storia del paese e della gente di Imer dal gruppo di studiosi incaricati dal Comune, anche con la collaborazione dell'associazione culturale Merlo Coderlo Enterprise.

Storia da riscoprire

Ecco allora che Ugo Pistoia traccerà una sintetica storia della Regola di Canale e Imer dalle origini al Settecento, mettendo a fuoco due elementi di crisi a metà del Settecento: l'acquisto della Vederna da una parte, il lungo contenzioso con Canal San Bovo, fino alla scissione della regola negli anni Ottanta. Marcello Bonazza inquadrerà gli estimi come fonte per la storia nell'evoluzione della fiscalità nell’area trentino-tirolese tra XVI e XVIII secolo. Gianfranco Bettega, partendo dalla rappresentazione offerta dagli estimi, proporrà una lettura dell’evoluzione del territorio. Sarà l'occasione per collocarne storicamente le componenti più rilevanti. La via di Schener, ma anche il Cismon, il monte Vederna, la Via Nova ed altri luoghi ancora. Lydia Flöss, illustrerà la schedatura dei due estimi di Imer all'interno del progetto Dizionario toponomastico trentino. Prenderà in esame i nomi di luogo schedati: quelli che si sono conservati (con le variazioni grafico-fonetiche che hanno subito) e quelli che si sono perduti. Giuseppina Bernardin approfondirà un aspetto particolare dei registri d’estimo: quello dei marchi di casa o “node”. La storia della comunità di Imer e di alcune sue famiglie sarà ripercorsa attraverso i segni posti accanto agli intestatari di partita.

Risultato finale di questi studi sarà una pubblicazione che offrirà numerose nuove notizie storiche su Imer e i suoi abitanti nei secoli XVII e XVIII. R.B.