CASTEL IVANO. Ci sono voluti diversi anni di lavoro, tanta passione e la ricerca dei fondi necessari. Ma il risultato ha trovato tutti concordi. Stiamo parlando del volume “Il Borgo di Strigno”, opera a cura dello storico Vittorio Fabris, presentato nei giorni scorsi nella sala della canonica. Un libro che si compone di seicento pagine suddivise in vari capitoli che spaziano dal profilo storico della Valsugana orientale alle note sul Borgo di Strigno, dalle origini medievali fino alla nascita del nuovo Comune di Castel Ivano nel 2016, passando per una visita approfondita del paese ma anche delle frazioni, i masi sparsi e la montagna, terminando con una appendice documentaria. Il percorso espositivo, partendo dai primi insediamenti castellani e dal primo nucleo abitativo di Strigno, seguendo le vicende storiche, artistiche, religiose e sociali che hanno caratterizzato questa comunità e i personaggi più importanti che l’hanno animata, analizza fin nel dettaglio le testimonianze storiche e monumentali, gli edifici religiosi e civili più insigni, le tipologie costruttive urbane e rurali, le attività artigianali e produttive, le tradizioni popolari, la religiosità, e altro ancora. Fabris pone l'attenzione su ogni particolare, anche il più piccolo, presente nel territorio, con estrema cura nella ricerca di informazioni e di note.

«Un lavoro promosso dalla precedente amministrazione di Strigno che abbiamo supportato e sostenuto, nella convinzione che l’identità e la cultura di una comunità possano rafforzarsi anche attraverso la conoscenza del proprio passato - spiega il sindaco di Castel Ivano Alberto Vesco - la storia è il patrimonio più prezioso di una comunità, il racconto dei periodi decisivi della vita e del suo sviluppo e al professor Fabris va riconosciuto il merito di non essersi limitato a scrivere con la penna, ma di essersi immerso nell’impresa con cuore, vorrei dire con affetto».

Diverse sono state le persone, gli enti pubblici e privati, gli archivi e le associazioni che hanno collaborato con l'autore. Il volume, alla cui pubblicazione hanno contribuito anche Regione, Provincia ed Ecomuseo, è stato dato alle stampe lo scorso dicembre. Un'opera completa, che conferma la sensibilità di Fabris verso il territorio, ricca di spunti e approfondimenti, che può essere letta in vari tempi a seconda dello "scorcio" o del momento storico che il lettore intende approfondire. «Il libro non è soltanto la rappresentazione del virtuosismo dell’autore che mira alla descrizione di ciò che può suscitare interesse - aggiunge l’assessore Giacomo Pasquazzo - ma è anche il “vissuto” di una Comunità. Non è soltanto una ricostruzione storica, è un insieme di tante storie. È un turbine di angoli, di dettagli d’arte e di storie, che punta direttamente all’attenzione del lettore. È un libro aperto, fonte di un numero illimitato di possibili sviluppi e interpretazioni».

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