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Caldonazzo. Ventisei anni e un grande progetto nel cuore, Martino Zavarise, in paese con la sua famiglia fin dal 1999, dopo la laurea, in chimica e tecnologie farmaceutiche, da settembre 2017 è seminarista a Roma, nella Casa di formazione della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, dove il 16 maggio sarà ammesso agli Ordini Sacri in vista del sacerdozio. Venti in tutto in seminario, 6 nella classe di Martino, con altri 8 all’estero nelle case di missione. In questi giorni ha scritto una lunga lettera al parroco, don Emilio Menegol, ma rivolta a tutta la comunità, nella quale racconta la sua esperienza in tempo di Covid 19, che riportiamo in alcuni stralci.
«Qui a Roma stiamo tutti bene – scrive Martino -, viviamo la nostra quarantena soprattutto pregando per la difficile situazione che sta attraversando il nostro paese e il mondo e dedicandoci ai vari compiti che richiede la nostra casa. Essere costretti a fare lavori in casa che normalmente non facevamo, non solo non ha tolto tempo allo studio, ma mi ha permesso di scoprire anche la bellezza di gesti di carità semplice che costruiscono la nostra comunione. Di fronte all’impossibilità di andare in caritativa il sabato o in università a studiare, ogni tanto si ha la percezione di non combinare nulla, però proprio questa circostanza mi ha fatto riscoprire che la vocazione è nel presente, nella realtà concreta che mi è data oggi. Essa passa dalla pentola che devo lavare, dalla faccia del confratello con cui ho a che fare tutto il giorno, da una parola detta. Sembra niente eppure, standoci, si può scoprire che davanti a Dio tutto ha grande valore, tutto può essere offerto».
Con l’ammissione agli Ordini sacri, Martino riceverà l’abito talare, «come segno di riconoscimento – scrive Martino – della nostra appartenenza a Cristo e alla Chiesa che si fa sempre più radicale. Vi chiedo di pregare per me perché possa arrivare a quel momento con la coscienza del dono che sto ricevendo. Vi chiedo poi un aiuto economico per l’acquisto dell’abito talare, mosso soprattutto dal desiderio che questo passo non sia solo mio, ma comprenda tutta la storia da cui provengo e in particolare la mia comunità di origine. Per questo anche un contributo piccolo sarebbe molto significativo e ve ne sarei per sempre grato. L’offerta si può fare dal nostro sito: http://sancarlo.org/offerta/ indicando in causale “Martino Zavarise”». A settembre Martino dovrebbe partire per Città del Messico, «se Dio vuole e il Coronavirus lo permette», dove trascorrerà un periodo di formazione con i missionari di San Carlo. «Per un anno – scrive ancora – lascerò la casa di formazione qui a Roma per unirmi ai 4 sacerdoti che vivono là. Studierò lo spagnolo e mi inserirò, per quello che mi sarà richiesto, nella missione. Sono molto curioso e molto carico di vedere cosa il buon Dio mi riserverà in questa grande avventura». F.Z.
«Qui a Roma stiamo tutti bene – scrive Martino -, viviamo la nostra quarantena soprattutto pregando per la difficile situazione che sta attraversando il nostro paese e il mondo e dedicandoci ai vari compiti che richiede la nostra casa. Essere costretti a fare lavori in casa che normalmente non facevamo, non solo non ha tolto tempo allo studio, ma mi ha permesso di scoprire anche la bellezza di gesti di carità semplice che costruiscono la nostra comunione. Di fronte all’impossibilità di andare in caritativa il sabato o in università a studiare, ogni tanto si ha la percezione di non combinare nulla, però proprio questa circostanza mi ha fatto riscoprire che la vocazione è nel presente, nella realtà concreta che mi è data oggi. Essa passa dalla pentola che devo lavare, dalla faccia del confratello con cui ho a che fare tutto il giorno, da una parola detta. Sembra niente eppure, standoci, si può scoprire che davanti a Dio tutto ha grande valore, tutto può essere offerto».
Con l’ammissione agli Ordini sacri, Martino riceverà l’abito talare, «come segno di riconoscimento – scrive Martino – della nostra appartenenza a Cristo e alla Chiesa che si fa sempre più radicale. Vi chiedo di pregare per me perché possa arrivare a quel momento con la coscienza del dono che sto ricevendo. Vi chiedo poi un aiuto economico per l’acquisto dell’abito talare, mosso soprattutto dal desiderio che questo passo non sia solo mio, ma comprenda tutta la storia da cui provengo e in particolare la mia comunità di origine. Per questo anche un contributo piccolo sarebbe molto significativo e ve ne sarei per sempre grato. L’offerta si può fare dal nostro sito: http://sancarlo.org/offerta/ indicando in causale “Martino Zavarise”». A settembre Martino dovrebbe partire per Città del Messico, «se Dio vuole e il Coronavirus lo permette», dove trascorrerà un periodo di formazione con i missionari di San Carlo. «Per un anno – scrive ancora – lascerò la casa di formazione qui a Roma per unirmi ai 4 sacerdoti che vivono là. Studierò lo spagnolo e mi inserirò, per quello che mi sarà richiesto, nella missione. Sono molto curioso e molto carico di vedere cosa il buon Dio mi riserverà in questa grande avventura». F.Z.
