PIEVE TESINO. Altro che Halloween, a Pieve si festeggia Holyween. Domani, vigilia di Ognissanti, anche in Trentino, ormai da qualche anno si festeggia con maschere o travestimenti da strega, dolcetti o scherzetti, facendo proprie le tradizioni celtiche e anglosassoni in genere. Ma, appunto, a Pieve si è scelto di celebrare la serata di Ognissanti trasformando il tutto in “Holyween”, una manifestazione promossa dall’associazione “Noi Tesino”, che intende vivere la festa di Halloween senza più maschere o travestimenti da strega, ma con volti e immagini cristiane.

«Quello che ci proponiamo di realizzare con quest’iniziativa – raccontano gli organizzatori – è rispolverare la tradizione cattolica di una celebrazione che negli ultimi anni si è trasformata in un evento di portata soprattutto commerciale. Nel ricordo dei nostri nonni, che in questo particolare giorno dell’anno erano soliti riunirsi in preghiera raccontando ai più giovani le storie dei Santi, con Holyween intendiamo proseguire in questa direzione». L’obiettivo è, infatti, quello di offrire alla popolazione una festa cristiana che possa rappresentare una valida alternativa ad una celebrazione di origine celtica che ha ben poco a che fare con la nostra tradizione.

La manifestazione, giunta alla sua terza edizione e rivolta a tutti i ragazzi del Tesino e alle loro famiglie, quest’anno prenderà il via alle 17.30 da piazza Maggiore, nel centro di Pieve.

«Dopo i primi due anni in cui Holyween è stata realizzata nel Comune di Cinte – spiegano i responsabili di Noi Tesino – abbiamo ritenuto fosse giusto iniziare a coinvolgere anche le altre comunità della nostra piccola Valle, in un’ottica di sensibilizzazione che ci auguriamo possa proseguire negli anni a venire».

Noi Tesino è, infatti, un’associazione che opera all’interno dell’unita pastorale tesina sostenendo la funzione aggregativa ed educativa dell’oratorio e della catechesi, oltre a rafforzare il clima di accoglienza e comunione proprio della tradizione cattolica. Saranno quindi i ragazzi dell’oratorio e del catechismo i principali artefici della manifestazione, i quali, dopo il successo delle precedenti edizioni, si sono adoperati anche in questa circostanza per coinvolgere un numero sempre maggiore di giovani e piccini.

I partecipanti si divideranno in gruppi e, muniti di una maglietta bianca per distinguersi dai tanti mostruosamente agghindati secondo le regole della festa di Halloween, percorreranno le vie del paese suonando i campanelli delle abitazioni per ricevere caramelle, dolci e altre sfiziosità. Fin qui niente di particolarmente originale se non fosse per il dono che i ragazzi hanno in serbo per contraccambiare la gentilezza dei paesani: un piccolo santino, simbolo e ricordo della volontà dell’iniziativa. La manifestazione si concluderà alle 19 con un breve momento di preghiera nella chiesa dell’asilo di Pieve dove sarà celebrata l’origine cristiana di una festività che negli ultimi anni, tra mostri, streghe e scheletri, non ha fatto altro che trasformarsi in carnevale d’autunno. “Usiamo la testa e non la zucca” questo il motto degli organizzatori.