TRENTO. Alle 20.45 di sabato 28 ottobre, al teatro San Marco di Trento la compagnia GAD Città di Trento va in scena con “Il medico per forza” di Molière.
Personaggi e interpreti: Sganarello - Simone Crespiatico; Martina, sua moglie - Doria Mariotti; Corinna, vicina - Giovanna Tomasi; Valerio, servo - Andrea Moauro; Luchino, servo - Luigino Mongera; Geronte - Bruno Vanzo; Lucinda, sua figlia - Ester Trenti; Leandro, innamorato - Lorenzo Betti; Giacomina, balia - Zoe Serra; Agnese - Giovanna Tomasi; Fra Perrino - Andrea Moauro; Zanni - Daria M., Giovanna T., Ilenia M. , regia - Alberto Uez, scenografia - Trentini – Uez, datore luci - Enzo Chiusole, fonico - Valentina Palumbo, costumi - "La Sartoria" di C. Senter, costruzioni in legno - Trentini, Vanzom, video - Edi e Giorgio, grafica - Chiara Uez, foto di scena - Claudio Condini.

La prima messa in scena de "Il medico per forza" di Molière ebbe luogo il 6 agosto 1666, a Parigi, alla presenza di Sua Maestà Luigi XIV, il Re Sole, con successo e apprezzamento del pubblico. II soggetto è tratto da un breve racconto in versi dalla trama semplice e divertente tipico del medioevo francese. È uno dei testi del grande commediografo francese più rappresentati, che inventa una "macchina da guerra" della risata. L'opera è una allegra commedia di bella comicità farsesca (con una tecnica di scrittura che rimanda ai comici dell'arte italiani), il cui tema fondamentale è caro a Molière: la satira sui dottori e sulla scienza medica.

I medici, oggetto di beffe e sberleffi, sono impostori e ciarlatani che pretendono di camuffare il loro "non" sapere con parole strampalate e un linguaggio grottesco inventato, invece di confessare l'ignoranza nei confronti della medicina. La commedia presenta inganni, travestimenti, bugie, amori segreti e una presa in giro dell'autorità, con al centro la polemica e la critica feroce al mondo della medicina e alla figura del medico opportunista, ma attenzione (dice Molière) non vi fidate degli imbroglioni che nascondono i propri obiettivi disonesti con un falso sfoggio di cultura. Lo spettacolo ha voluto proporre costumi e scenografia rispettosi dell'epoca e rendere omaggio sia ai comici dell'arte (proponendo alcune figure come servi di scena) che al melodramma (sorto in Italia nello stesso periodo storico), inserendo nella rappresentazione musiche operistiche.
C.L.