Trento. “Diversi. La lunga battaglia dei disabili per cambiare la storia”, Solferino, è il libro che Gian Antonio Stella presenterà oggi alle 17.30 a Lavarone - Centro Congressi di Gionghi - in conversazione con Claudio Sabelli Fioretti. Domani, 21 agosto, sarà invece a Comano alle 17, nell’ambito della rassegna letteraria Trentino d’Autore. L’appuntamento è come di consueto al Palazzo delle Terme.

Il giornalista e scrittore, in questo suo nuovo lavoro racconta, attraverso vicende umane straordinarie la storia della disabilità, una storia fatta di errori scientifici, crimini, orrori, incubi di varia natura come quello del perfezionamento dell’essere umano e del genocidio nazista di persone denominate “esseri inutili”. Gian Antonio Stella narra di imprese molto coraggiose fatte dai disabili, da coloro che sono offesi nel fisico.

Sarà interessante ascoltare da Gian Antonio Stella quale è stata la scintilla che gli ha fatto intraprendere questo importante lavoro: la lunga la storia dei disabili segnata da millenni di silenzi, di tanta ferocia, di incredibili abbandoni e non solo da noi, in Europa, ma in tutto il mondo. Una serie di vite speciali come quella di Stephen Hawking che poteva muovere solo la palpebra dell’occhio destro ma continuava a fare conferenze e continuò, fino alla fine, a rinnovare la prenotazione per un volo nello spazio.

Molto prima di Hawking, dodicimilacinquecento anni prima il preistorico “Romito 8”, paralizzato per una brutta caduta, riuscì a vivere e a essere utile agli altri grazie a ciò che gli era rimasto di intatto: i denti. Lontanissimi nel tempo e nello spazio, li legava l’amore per la vita, la forza di volontà, la fantasia. “Deforme” era l’imperatore Claudio e, nella lunga storia c’è il narratore cieco Omero, il raffinato calligrafo Thomas Schweicker, che era senza braccia, il prodigioso pianista nonostante la cecità e l’autismo come lo schiavo nero “Blind Tom”, Franklin D. Roosevelt, poliomielitico, eletto presidente degli Stati Uniti per quattro volte. La grandissima artista Frida Kahlo, c’è Henri de Toulouse-Lautrec, Giacomo Leopardi e, soprattutto, ci sono milioni di persone anonime “figlie d’un dio minore” che sono riuscite a vivere in condizioni difficilissime dando il loro meglio. F.S.