TRENTO. È un musicista decisamente sfaccettato Giovanni Sollima. Oltre a essere un violoncellista di fama internazionale e il compositore italiano più eseguito nel mondo, ha una sfilza di collaborazioni eccellenti, come con Riccardo Muti, Patti Smith e Stefano Bollani, Paolo Fresu e Maro Brunello. Ma fa anche istallazioni e compone per la televisione, il teatro e il cinema e la danza ed ha collaborato con Peter Greenaway, John Turturro, Bob Wilson, Carlos Saura, Marco Tullio Giordana, Alessandro Baricco, Peter Stein, Lasse Gjertsen, Anatolij Vasiliev, Karole Armitage, e Carolyn Carlson.

Sarà lui l’ospite dell’Orchestra Haydn, sia nelle vesti di solista che di direttore, nei due concerti di martedì 5 aprile all’Auditorium di Bolzano (ore 20) e mercoledì 6 all’Auditorium Santa Chiara di Trento (ore 20.30). In programma ci sono un’improvvisazione e due composizioni dello stesso Giovanni Sollima, Hide In Orchestra e Fecit Neap 17, intervallate dal Concerto per violoncello e orchestra n. 2 in re maggiore di Joseph Haydn e dal Concerto per violoncello in do maggiore di Gaetano Ciandelli, compositore ancora poco conosciuto presso il grande pubblico. Eppure è stato l’iniziatore della scuola violoncellistica italiana e allievo prediletto di Paganini, tanto da essere definito “il Paganini del violoncello”.

Ci facciamo presentare direttamente da Sollima il programma scelto per il doppio appuntamento regionale insieme al direttore artistico della Haydn, Giorgio Battistoni. «C’è un sottile fil rouge che unisce tutti i pezzi. Ciandelli lo inseguivo da anni e l’ho scoperto durante il lockdown, una di quelle figure sommerse, perse e ritrovate. Lui era napoletano. Haydn è il mio tributo all’orchestra. Anche lui era legato a Napoli e a Borbone. Hide In Orchestra mi era stato commissionato proprio dalla Fondazione Haydn ed è una sinfonia ispirata a lui. Fecit Neap 17 risale al 2013 e il titolo viene da una delle etichette usate dai liutai e si riallaccia al glorioso ‘700 della Cappella Vicereale di Napoli».