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Un libro che libro esplora il rapporto tra letteratura e montagna, mostrando come i racconti e le esperienze degli scrittori non offrano solo descrizioni di paesaggi, ma anche profonde riflessioni su vita, morte, identità e destino umano.
Si tratta di «Infiniti sguardi. Scrittori e montagne» di Annamaria De Palma, pubblicato da pochi giorni dall'editore bellunese ViviDolomiti (266 pagine, 18.50).
Pagine che rispondono alle domande su ciò che ci offre la letteratura riguardo alla montagna. Solo meravigliose descrizioni di paesaggi e originali ambientazioni di romanzi? O nella molteplicità delle storie, delle esperienze e dei punti di vista degli scrittori anche la possibilità per gli amanti di montagna di uno scandaglio interiore e di una riflessione sulla vita, sulla morte, sul nostro destino?
