Si intitola "Immaginario alpino. Escursioni fotografiche dagli archivi Alinari” la mostra fotografica da poco aperta alle Gallerie di Trento. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Museo storico del Trentino e la Fondazione Alinari per la fotografia, che gestisce un patrimonio di oltre 5 milioni di oggetti fotografici per conto della Regione Toscana che ha acquistato il patrimonio Alinari nel 2019.

Il tema delle Alpi come paesaggio umano è declinato attraverso un
racconto fotografico plurale fatto di transiti, ricorrenze e punti di vista.

Una mostra di fotografia che racconta le Alpi come spazio di vita, tra antropologia visiva e paesaggio culturale. Un ritratto dello spazio alpino dove si confondono passato e presente, terre alte e fondovalle, sguardi e pratiche, stereotipi e frammenti di realtà. 

Per la prima volta alle Gallerie circa cento immagini provenienti dal prestigioso archivio fiorentino suddivise in cinque sezioni.

La prima è dedicata proprio ai fratelli Alinari e mostra una serie di immagini suggestive delle Alpi lombarde che risalgono alla seconda metà dell’Ottocento, quando l’alpinismo era un’impresa eroica e la fotografia un’attività laboriosa e complessa.

Nella sezione “Alpi a colori” sono esposte le diapositive colorate a mano di Giorgio Roster e le autocromie di Henrie Chouanard.

Altra sezione dedicata è “La strada delle Dolomiti” dove l’obiettivo di Herbert (Erberto) Rüedi ci accompagna nel percorso che da Bolzano arriva a Dobbiaco.

“Visioni plurali” costruisce un racconto a sé raccogliendo in un’unica sezione le immagini di diversi fotografi (tra cui Fosco Maraini, Vittorio Sella e perfino Re Vittorio Emanuele III), in dialogo tra loro al fine di costruire un immaginario visivo delle Alpi sospeso tra simboli e stereotipi, attraverso le diverse tecniche fotografiche e i tanti sguardi d’autore qui esposti.

Lungo l’allestimento si trovano infine le gigantografie provenienti dalle fotografie conservate nel Fondo Sacco: panorami “informi” che, ripresi dall’alto, perdono il loro contesto, disorientando la vista.

Ad accompagnare il pubblico è disponibile anche un agile libretto informativo, arricchito da un testo di commento dello scrittore, giornalista e alpinista Enrico Camanni.

«L’incontro fra gli archivi Alinari e un’istituzione come il Museo storico del Trentino è stato un incontro naturale, quasi inevitabile», dice Giorgio van Straten, presidente della Fondazione Alinari per la fotografia.

«Chi vuole - prosegue - ricostruire la storia di un territorio, più in generale la storia del nostro paese non può non farlo utilizzando un mezzo straordinario di narrazione qual è la fotografia, e il patrimonio Alinari (costituito da ben 170 fondi, collezioni e raccolte per un totale di oltre cinque milioni di immagini) è un giacimento da cui è possibile estrarre quasi all’infinito gli strumenti per raccontare le mille differenti sfaccettature culturali e naturali di un paese ricco e molteplice come l’Italia».

Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, osserva: «Nel corso degli anni Le Gallerie hanno ospitato numerose mostre fotografiche, di autori e fotoreporter conosciuti anche a livello nazionale e internazionale; ora questa nuova collaborazione con il più antico archivio fotografico al mondo ci onora molto».

La mostra è curata da Muriel Prandato in collaborazione con Giulia Donini, Roberta Tait e Sara Zanatta; il concept dell’allestimento e il progetto grafico sono di Alessio Periotto.

Sarà visitabile fino al 31 maggio 2026, dal martedì alla domenica con orario 10-18.