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Una donna, una Robinson Crusoe dei nostri giorni, durante una gita in montagna rimane separata dal resto del mondo da una parete sorta misteriosamente e deve organizzarsi per sopravvivere, maturando un nuovo rapporto con la natura, gli animali, sé stessa e il proprio passato.
È la trama del romanzo della scrittrice autriaca Marlen Haushofer «La parete», ora ripubblicato da e/o (256 pagine, 18 euro).
Pubblicato per la prima volta nel 1963, «La parete» si è imposto negli ultimi decenni come libro-culto tra i lettori di tutto il mondo, parallelamente alla crescita di una nuova coscienza ambientalista e femminile.
Nel 2012 da questo romanzo è stato tratto un film, vincitore di molti premi, tra i quali il premio della giuria ecumenica al Festival internazionale del cinema di Berlino.
Marlen Haushofer (1920-1970), è autrice di vari romanzi e racconti tra i quali Un cielo senza fine, La mansarda, Abbiamo ucciso Stella. Pur avendo ricevuto nel 1963 il premio Schnitzler, è vissuta sostanzialmente ai margini degli ambienti letterari, scrivendo “sul tavolo della cucina”, la mattina presto, quando ancora marito e figli dormivano.
