Un romanzo ambientato sulle Alpi svizzere è la novità appena pubblicata dalla casa editrice roveretana Keller, che propone «San Gottardo» di Zora del Buono (traduzione di Domenico Mugnolo, 160 pagine, 15 euro).

Il libro è la storia di Fritz Bergundthal, un cinquantenne appassionato di ferrovie che raggiunge la galleria del San Gottardo, in Ticino, con l’intenzione di scattare alcune foto indimenticabili di splendide locomotive.

Nel corso della sua visita si ritrova progressivamente invischiato nelle relazioni amichevoli, famigliari ed erotiche degli operai impegnati nel cantiere del traforo.

Incontra Dora Polli-Müller, con il suo aspetto ancora piacente e incapace di accettare il passare degli anni, e quel maschiaccio di sua figlia Flavia; il fragile Robert Filz, con la sua ossessione amorosa per la prostituta brasiliana Monica; Aldo Polli e Tonino, legati l’uno all’altro da uno strano rapporto conflittuale.

E poi… qualcuno ha rubato l’immagine di santa Barbara, patrona di chi lavora nel cuore della montagna.

Un cattivo presagio che verrà orribilmente confermato nel corso della giornata. Un romanzo magnetico che combina enigmi e comicità, sensualità e raffinatezza. 

Zora Del Buono, nata nel 1962, vive tra Zurigo e Berlino, dal 1987 vive a Berlino. Architetto, si è laureata al Politecnico di Zurigo. In seguito è stata co-fondatrice e redattrice delle pagine culturali della rivista «Mare». Vive tra Zurigo e Berlino.

Oltre ai reportage Hundert Tage Amerika: Begegnungen zwischen Neufundland und Key West (2011) e Vite di alberi straordinari. Viaggio tra le piante più antiche del mondo (Aboca Edizioni, 2020), si annoverano tra le sue opere letterarie Canitz’ Verlangen (2008), Big Sue (2010), Hinter Büschen, an eine Hauswand gelehnt (2016), Seinetwegen (2024).

Per Keller editore sono usciti La marescialla (2022) e San Gottardo (2026).