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Alpe cermis. Ieri è calato il sipario sulla 15.a edizione del Tour de Ski, che è sinonimo di Val di Fiemme.
La vallata ha risposto egregiamente alle incertezze di questo particolare periodo storico, preservando la “bolla” sanitaria e garantendo così la sicurezza di atleti, tecnici e volontari. Un’edizione segnata dalla mancanza del folto gruppo di spettatori ed appassionati che erano soliti accogliere i protagonisti del fondo, ma che non ha risentito in termini di spettacolarità, bel tempo e preparazione ottimale del tracciato.
Marchio di fabbrica dell’organizzazione? Serietà e competenza, premiate anche quest’anno dalla scelta della Fis di affidare proprio alla Val di Fiemme la tappa conclusiva del Tour, mai come quest’anno a rischio. Chiusura in positivo, di cui ci delinea un quadro preciso e dettagliato Pietro De Godenz, presidente del Comitato Promozione dello sci della Val di Fiemme.
Presidente De Godenz, ci si può ritenere soddisfatti di queste finali in Val di Fiemme?
Bilancio sicuramente positivo, non possiamo non essere convinti di questo, visto che all’inizio c’era perfino il dubbio se il Tour de Ski si sarebbe disputato o se si sarebbe dovuto posticipare al 2022. Assieme alla Fis e alla Fisi sono stati creati i presupposti per fare gli eventi a livello internazionale, siamo riusciti a creare in modo perfetto anche questo sistema per contrastare il Covid, creando la ‘bolla’ mettendo in piedi un centro Covid attrezzatissimo. Test rapidi con i risultati ottenuti pochi minuti dopo che venivano segnalati all’ufficio accrediti, il che trasformava il semaforo rosso in semaforo verde in caso di negatività del tampone, e dunque la persona poteva entrare nella ‘bolla’. Questa è stata una grande novità ma è stata predisposta in un modo perfetto.
Molti atleti si sono congratulati per la preparazione ottimale della pista, ormai una certezza per l’organizzazione.
Bellissimo come sono state preparate le piste, ci hanno aiutato le grandi nevicate delle scorse settimane. Abbiamo visto la volontà di gran parte delle nazioni di partecipare a questo evento, ci dispiace della mancanza della Norvegia, ma ha creato i presupposti affinché altre nazioni emergessero, vedi la Russia, venuta al gran completo, la Svezia sia oggi che nelle passate gare era qui con tutta la squadra, così come la Francia e l’Italia. Dobbiamo essere contenti di aver superato una prova del nove non semplice.
Come avete affrontato questa edizione nata all’insegna dell’incertezza per la pandemia?
È la 15.a edizione del Tour de Ski, la Val di Fiemme è l’unica ad aver ospitato tutte le edizioni e puntiamo ad esserlo anche nei prossimi anni, il merito va al comitato ma anche ai volontari che sono sempre eccezionali. In questo weekend c’era un clima polare, con temperature a -16, però tutti erano presenti nonostante tutte le difficoltà e con i locali pubblici chiusi.
Una prova che aumenta la reputazione internazionale della Val di Fiemme e del Trentino.
I grandi risultati della Svezia e della Russia ci permettono di guardare ad una internazionalizzazione del nostro messaggio sia come Val di Fiemme che come Trentino con un interesse sempre maggiore, perché è vero che non c’è pubblico - e questo è un altro rammarico - ma è altrettanto vero che i contatti televisivi sono aumentati in maniera molto importante.
Alte aspettative dunque: come si mantiene lo standard?
Il punto cruciale è quello di motivare di nuovo tutto il comitato, stanno entrando dei giovani e sono positivo. Dobbiamo ritrovare l’entusiasmo che si era creato sia a livello di amministrazioni comunali e di valle sia di comitato, che probabilmente ormai è diventato un percorso scontato e non deve essere così. Deve essere una cosa in cui crediamo tutti. Sicuramente le Olimpiadi aiuteranno, ma dovremo farlo prima, a partire dai prossimi anni. Le aspettative sono e saranno sempre in crescendo, dalla Val di Fiemme a livello internazionale si aspettano sempre qualcosa in più.
E intanto da giovedì tutti di nuovo in pista, ci sono le tre gare di Coppa del Mondo di Combinata Nordica e tutti a sperare che Pittin con Kostner, Costa, Buzzi, Bezzi e Radovan ci possano regalare qualche bella emozione.
La vallata ha risposto egregiamente alle incertezze di questo particolare periodo storico, preservando la “bolla” sanitaria e garantendo così la sicurezza di atleti, tecnici e volontari. Un’edizione segnata dalla mancanza del folto gruppo di spettatori ed appassionati che erano soliti accogliere i protagonisti del fondo, ma che non ha risentito in termini di spettacolarità, bel tempo e preparazione ottimale del tracciato.
Marchio di fabbrica dell’organizzazione? Serietà e competenza, premiate anche quest’anno dalla scelta della Fis di affidare proprio alla Val di Fiemme la tappa conclusiva del Tour, mai come quest’anno a rischio. Chiusura in positivo, di cui ci delinea un quadro preciso e dettagliato Pietro De Godenz, presidente del Comitato Promozione dello sci della Val di Fiemme.
Presidente De Godenz, ci si può ritenere soddisfatti di queste finali in Val di Fiemme?
Bilancio sicuramente positivo, non possiamo non essere convinti di questo, visto che all’inizio c’era perfino il dubbio se il Tour de Ski si sarebbe disputato o se si sarebbe dovuto posticipare al 2022. Assieme alla Fis e alla Fisi sono stati creati i presupposti per fare gli eventi a livello internazionale, siamo riusciti a creare in modo perfetto anche questo sistema per contrastare il Covid, creando la ‘bolla’ mettendo in piedi un centro Covid attrezzatissimo. Test rapidi con i risultati ottenuti pochi minuti dopo che venivano segnalati all’ufficio accrediti, il che trasformava il semaforo rosso in semaforo verde in caso di negatività del tampone, e dunque la persona poteva entrare nella ‘bolla’. Questa è stata una grande novità ma è stata predisposta in un modo perfetto.
Molti atleti si sono congratulati per la preparazione ottimale della pista, ormai una certezza per l’organizzazione.
Bellissimo come sono state preparate le piste, ci hanno aiutato le grandi nevicate delle scorse settimane. Abbiamo visto la volontà di gran parte delle nazioni di partecipare a questo evento, ci dispiace della mancanza della Norvegia, ma ha creato i presupposti affinché altre nazioni emergessero, vedi la Russia, venuta al gran completo, la Svezia sia oggi che nelle passate gare era qui con tutta la squadra, così come la Francia e l’Italia. Dobbiamo essere contenti di aver superato una prova del nove non semplice.
Come avete affrontato questa edizione nata all’insegna dell’incertezza per la pandemia?
È la 15.a edizione del Tour de Ski, la Val di Fiemme è l’unica ad aver ospitato tutte le edizioni e puntiamo ad esserlo anche nei prossimi anni, il merito va al comitato ma anche ai volontari che sono sempre eccezionali. In questo weekend c’era un clima polare, con temperature a -16, però tutti erano presenti nonostante tutte le difficoltà e con i locali pubblici chiusi.
Una prova che aumenta la reputazione internazionale della Val di Fiemme e del Trentino.
I grandi risultati della Svezia e della Russia ci permettono di guardare ad una internazionalizzazione del nostro messaggio sia come Val di Fiemme che come Trentino con un interesse sempre maggiore, perché è vero che non c’è pubblico - e questo è un altro rammarico - ma è altrettanto vero che i contatti televisivi sono aumentati in maniera molto importante.
Alte aspettative dunque: come si mantiene lo standard?
Il punto cruciale è quello di motivare di nuovo tutto il comitato, stanno entrando dei giovani e sono positivo. Dobbiamo ritrovare l’entusiasmo che si era creato sia a livello di amministrazioni comunali e di valle sia di comitato, che probabilmente ormai è diventato un percorso scontato e non deve essere così. Deve essere una cosa in cui crediamo tutti. Sicuramente le Olimpiadi aiuteranno, ma dovremo farlo prima, a partire dai prossimi anni. Le aspettative sono e saranno sempre in crescendo, dalla Val di Fiemme a livello internazionale si aspettano sempre qualcosa in più.
E intanto da giovedì tutti di nuovo in pista, ci sono le tre gare di Coppa del Mondo di Combinata Nordica e tutti a sperare che Pittin con Kostner, Costa, Buzzi, Bezzi e Radovan ci possano regalare qualche bella emozione.
