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Noi e gli altri umani, noi e gli altri animali: un tem, quello delle relazioni che ci interroga di continuo. Sia nei riguardi del nostro interagire con gli esseri umani, sia in relazione agli animali domestici di affezione (ne sanno qualcosa i proprietari e conviventi con cani, gatti o altri amici non umani), sia per quanto attiene al rapporto con la fauna selvatica.
Se ne parla mercoledì 1° ottobre, alle 17, a Rovereto, negli spazi di Progetto Manifattura, con un dialogo tra il neuroscienziato Giorgio Vallortigara e lo psicologo Ugo Morelli (ingresso libero fino esaurimento posti)
“Relazioni, umani e altri animali” è il titolo dell'incontro, presentato da Trentino Sviluppo come un «evento su evoluzione e innovazione».
Sarà un pomeriggio di confronto e riflessione aperto alla comunità per esplorare chi siamo, come viviamo le relazioni e in che modo affrontiamo i cambiamenti del nostro tempo, sul piano sociale, professionale e imprenditoriale.
«Prevedibile e imprevedibile nell’evoluzione e nell’innovazione» il sottotitolo del dialogo, coordinato dalla giornalista Marika Damaggio, fra Vallortigara, che è professore del Centro interdipartimentale mente/cervello (CIMeC) dell’Università di Trento, e Morelli, che è professore all’Università di Napoli.
«Tema centrale dell’incontro - spiega una nota per i media - sarà la riflessione sul significato dello “stare in relazione”, che si tratti di comunità umane o del legame profondo che unisce l’uomo al mondo animale.
Un intreccio di discipline e prospettive che toccherà argomenti cruciali come identità, empatia, capacità di costruire comunità, ruolo della scienza e senso dell’innovazione, fino ad affrontare le sfide che attendono imprese e nuove generazioni in un mondo in rapido cambiamento.
Morelli e Vallortigara tenteranno di rispondere a domande fondamentali quanto complesse: che cosa significa innovare davvero? Come reagiscono le imprese al cambiamento? In che modo le nuove generazioni cercano di dare senso alle emozioni e alle relazioni? Quale posto occupa la scienza in un tempo che sembra spesso temerla?
Durante l’incontro saranno presentati anche gli ultimi due volumi pubblicati dagli studiosi e ampio spazio sarà dedicato all’interazione con il pubblico, in un dialogo aperto e costruttivo. Un’occasione unica per vivere un’esperienza di confronto sincero, condividere riflessioni e attrezzarsi a navigare nella complessità del nostro tempo», conclude il comunicato.
