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TRENTO. Non soltanto degustazioni, ma visite ai vigneti, incontri con i produttori e la possibilità di scoprire come nascono le bollicine di montagna. Il Trentodoc Festival punta sempre di più sull’enoturismo, trasformando le cantine in una porta d’ingresso per conoscere il territorio.
Nel corso delle visite alle aziende, l’assessora provinciale Giulia Zanotelli ha raccolto indicazioni e aspettative degli operatori. Tra i temi affrontati ci sono mercato, investimenti, fitopatie, disponibilità d’acqua e soprattutto accoglienza nelle cantine. «Dobbiamo continuare a costruire insieme questo percorso, mettendo in rete vino, turismo e promozione», ha sottolineato.
L’obiettivo indicato dalla Provincia è portare il Trentino tra le principali destinazioni enoturistiche italiane. Il percorso ha fatto tappa anche a Verla di Giovo, con un confronto sulle prospettive per Giovo e la Val di Cembra, e nella cantina della famiglia Moser.
Qui Francesco Moser, insieme al figlio Carlo, ha raccontato ai visitatori il metodo classico e il lungo lavoro che precede l'apertura di una bottiglia. Un modo per unire Trentodoc, paesaggio e turismo, facendo della visita in cantina un’esperienza legata direttamente al territorio.
