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ROVERETO. Renato Di Rocco rimane in sella alla Federciclismo. È questo il verdetto delle urne dell'assemblea nazionale elettiva ospitata ieri dalla sala conferenze del Mart di Rovereto, al termine di un'assemblea in cui non sono mancati i momenti di serrato confronto tra i due principali candidati alla presidenza. Alla fine l'ha spuntata ancora Di Rocco, che ha vinto per distacco è si appresta ad affrontare il quarto mandato consecutivo: 125 i voti del presidente uscente (sui 237 totali), contro i 79 di Norma Gimondi e i 10 voti conquistati dall'altro candidato Carlo Roscini (nessuno per il quarto concorrente alla presidenza Angelo Francini). Ventidue, invece, le schede nulle, a fronte di una sola scheda bianca.
«Il ciclismo ha deciso così - queste le prime parole del rieletto Di Ricco - Dire che sono soddisfatto è poco: evidentemente il Trentino mi porta bene, vi ringrazio tutti e ci rimetteremo al lavoro fin da subito perché il progetto che non si è concluso». Prima dell'esito espresso dalle urne, non era mancato un serrato confronto tra Di Rocco e la Gimondi. «Non ho capito se i candidati devono presentare il proprio programma o parlar male degli altri – aveva esordito Di Rocco – Abbiamo riportato la Fci ad alti livelli sia tecnici che di credibilità. Alle Olimpiadi abbiamo riconquistato una medaglia su pista a 20 anni di distanza, qualcosa lo abbiamo lasciato su strada. Poi il ciclismo femminile, che è il nostro gioiello di famiglia, e il fuoristrada, dove abbiamo recuperato terreno. Abbiamo previsto per il prossimo quadriennio di investire sulle discipline della velocità e nella Bmx. Abbiamo ereditato una federazione con 16.000 tesserati e negli amatori oggi ne contiamo 43.000».
«Quando il presidente chiede di non essere attaccato, devo ricordare che si deve per forza partire dal presente – aveva replicato Gimondi –. Quella di oggi è una federazione di burocrazia. La mia sarà una federazione di democrazia. Ho verificato che i Comitati Regionali sono stati ridotti troppo spesso a dei passacarte. Vorrei una federazione moderna, trasparente, credibile e soprattutto partecipata dal territorio - aveva proseguito Gimondi - Per anni ho sentito la solita litania: devo ripianare i danni fatti da chi mi ha preceduto. Presidente, se non sbaglio nel 2008 ha chiuso il bilancio con una perdita di 31.000 euro, nel 2015 con una perdita di 1.178.000 euro. Un'azienda che chiude il bilancio con questa perdita, dovrebbe probabilmente portare i libri in tribunale. Mi auguro che i delegati abbiano il coraggio di cambiare rotta».
La rotta non è stata invertita. Si proseguirà nel segno della continuità. Con Di Rocco ancora in sella, affiancato dai tre vice-presidenti neoeletti Daniela Isetti, Rocco Marchegiano e Michele Gamba. Consiglieri Maurizio Ciucci (78 voti), Gian Paolo Fantoni 63, Gianantonio Crisafulli 62, Bruno Battistela 46, Corrado Lodi 40. Consiglieri per gli atleti Elena Valentini e Federico Campoli.
