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TRENTO. Addio meritocrazia. La medaglia di bronzo conquistata nella pursuit dei campionati italiani di Forni Avoltri (stando ai classici criteri di qualificazione imposti dalla direzione agonistica azzurra) sembrava dover garantire a Cristian Zorzi la convocazione per la tappa di Coppa del Mondo di Rybinsk del prossimo weekend, la penultima prima dei Mondiali di Oslo di fine febbraio (in programma una pursuit, una sprint ed una staffetta).
Nulla di tutto ciò. Niente convocazione per "Zorro", al quale è stato preferito il laziale Valerio Checchi (nulla contro di lui), preceduto dal fassano tanto nella pursuit tricolore che nella 10 km in tecnica classica dei recenti Italiani di Gressoney, dove Zorzi, tra l'altro, non aveva brillato, frenato dai classici mali di stagione.
Vero che Checchi vanta un 15esimo posto nella pursuit del Tour de Ski di Oberbstdorf, ma poco altro. Ed è altrettanto vero che nei confrontti diretti il veterano trentino si è sempre tenuto alle spalle il laziale, senza dimenticare il titolo di campione italiano conquistato da Cristian nella team sprint, davanti a Federico Pellegrino (recente secondo in Coppa del Mondo) e Dietmar Nöckler (quarto nella sprint classica ai Mondiali junior).
Dati che la dicono lunga sulla competitività di "Zorro", che, a 38 anni suonati, sognava di chiudere in bellezza con i Mondiali di Oslo. Difficile, però, pensare alla rassegna iridata se al finanziere trentino non è nemmeno stata concessa la possibilità di provare a qualificarsi.
Non si capiscono, dunque, i criteri di qualificazione: basti pensare che ad un Pietro Piller Cottrer, in ombra finora anche se indiscutibilmente dotato di "numeri", è stato concesso di allenarsi e preparare il Mondiale senza aver brillato e conquistato il piazzamento necessario per la qualificazione. Vero che il sappadino difficilmente sbaglia i grandi appuntamenti. Altrettanto vero che anche Zorzi ne abbia falliti ben pochi e che la "legge" debba essere uguale per tutti.
«È l'ennesima delusione degli ultimi due anni - racconta uno sconsolato Zorzi -. I risultati ci sono, avrei avuto quanto meno il diritto di giocarmi la qualificazione iridata in Coppa del Mondo. Invece, non mi viene riconosciuto nulla. Da che mondo e mondo, i medagliati agli Italiani hanno sempre avuto una chance in Coppa del Mondo. Se non mi viene data quando vinco un oro ed un bronzo... cosa devo dimostrare ancora? Forse l'unico difetto che ho è quello di dire le cose come stanno».
È uno Zorzi rassegnato? «Quello mai - conclude il fassano -. Cercherò di far vedere che valgo i Mondiali nelle ultime gare a mia disposizione. Vorrei chiudere con la 50 km ai Mondiali di Oslo e spero davvero che mi venga concessa questa opportunità».
La convocazione rappresenterebbe anche un premio alla carriera per "Zorro". Se la meritocrazia non vale proprio più nulla, si spera almeno che ci sia un pizzico di riconoscenza. Non gratuita, ma sudata e meritata.
A Rybinsk, invece, ci sarà il fiemmese Loris Frasnelli, attualmente in ballottaggio con David Hofer per la sprint dei Mondiali.
Nulla di tutto ciò. Niente convocazione per "Zorro", al quale è stato preferito il laziale Valerio Checchi (nulla contro di lui), preceduto dal fassano tanto nella pursuit tricolore che nella 10 km in tecnica classica dei recenti Italiani di Gressoney, dove Zorzi, tra l'altro, non aveva brillato, frenato dai classici mali di stagione.
Vero che Checchi vanta un 15esimo posto nella pursuit del Tour de Ski di Oberbstdorf, ma poco altro. Ed è altrettanto vero che nei confrontti diretti il veterano trentino si è sempre tenuto alle spalle il laziale, senza dimenticare il titolo di campione italiano conquistato da Cristian nella team sprint, davanti a Federico Pellegrino (recente secondo in Coppa del Mondo) e Dietmar Nöckler (quarto nella sprint classica ai Mondiali junior).
Dati che la dicono lunga sulla competitività di "Zorro", che, a 38 anni suonati, sognava di chiudere in bellezza con i Mondiali di Oslo. Difficile, però, pensare alla rassegna iridata se al finanziere trentino non è nemmeno stata concessa la possibilità di provare a qualificarsi.
Non si capiscono, dunque, i criteri di qualificazione: basti pensare che ad un Pietro Piller Cottrer, in ombra finora anche se indiscutibilmente dotato di "numeri", è stato concesso di allenarsi e preparare il Mondiale senza aver brillato e conquistato il piazzamento necessario per la qualificazione. Vero che il sappadino difficilmente sbaglia i grandi appuntamenti. Altrettanto vero che anche Zorzi ne abbia falliti ben pochi e che la "legge" debba essere uguale per tutti.
«È l'ennesima delusione degli ultimi due anni - racconta uno sconsolato Zorzi -. I risultati ci sono, avrei avuto quanto meno il diritto di giocarmi la qualificazione iridata in Coppa del Mondo. Invece, non mi viene riconosciuto nulla. Da che mondo e mondo, i medagliati agli Italiani hanno sempre avuto una chance in Coppa del Mondo. Se non mi viene data quando vinco un oro ed un bronzo... cosa devo dimostrare ancora? Forse l'unico difetto che ho è quello di dire le cose come stanno».
È uno Zorzi rassegnato? «Quello mai - conclude il fassano -. Cercherò di far vedere che valgo i Mondiali nelle ultime gare a mia disposizione. Vorrei chiudere con la 50 km ai Mondiali di Oslo e spero davvero che mi venga concessa questa opportunità».
La convocazione rappresenterebbe anche un premio alla carriera per "Zorro". Se la meritocrazia non vale proprio più nulla, si spera almeno che ci sia un pizzico di riconoscenza. Non gratuita, ma sudata e meritata.
A Rybinsk, invece, ci sarà il fiemmese Loris Frasnelli, attualmente in ballottaggio con David Hofer per la sprint dei Mondiali.
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