SIRMIONE. “Vorrei terminare i miei giorni a Sirmione e qui essere sepolta”, potrebbe partire da questa frase la descrizione di quel rapporto di amore, storia e leggenda che lega la più grande cantante lirica della storia Maria Callas a Sirmione

La prima leggenda? Maria Callas potrebbe essere stata sepolta in forma anonima al cimitero di Colombare o le sue ceneri potrebbero essere state sparse nelle acque del lago.

Maria Callas arrivò a Sirmione all’apice della sua carriera nel 1952 quando era la moglie dell’imprenditore veronese Giovan Battisti Meneghini proprietario di una villa a tre piani con 21 camere che si sviluppavano nei 780 metri quadrati di superficie pagata sessanta milioni di lire.

Fu in quelle stanze che ebbe luogo anche l’addio con Anna Maria Cecilia Sophia Kalogheròpoulos in arte Callas ad annunciare a Giovan Battisti Meneghini di essersi innamorata dell’armatore greco Aristotele Onassis, presente all’incontro e della sua volontà di separarsi e così fu. Si narra di una cena silenziosa alla quale fece seguito una violenta lite che portò ad una tragica separazione.

Villa Meneghini-Callas fu venduta dopo poco tempo e divisa in una serie di appartamenti privati.

Alla Callas piaceva molto la cucina del Garda e quando cantava all’Arena di Verona si faceva servire i “bigoli con le sarde” al ristorante Gardesana di Torri del Benaco proveniente da Sirmione. Racconta il titolare Giuseppe Lorenzini che la Callas chiese l’aggiunta dell’uva sultanina di Corinto ed ancora oggi i Bigoli alla Callas sono presenti nel menù storico del ristorante Gardesana.

Per la Callas Sirmione era un’isola felice dove rifugiarsi lontano dal caos della celebrità e dalla vita mondana anche se il suo arrivo fece un gran chiasso, ma poi in poco tempo a vincere fu la normalità del paese e a Sirmione c’è ancora chi se la ricorda cantare sul balcone della Villa Meneghini-Callas.

Amava i bagni termali, passeggiare nelle viuzze di Sirmione per fare acquisti nelle botteghe e passare del tempo al Caffè Grande Italia.

Sembrava un sogno, ma come tale era destinato a finire. La Callas si innamorò dell’armatore Ggeco Onassis che la portò via da Sirmione e morì a Parigi nel 1977.

Di certo Maria Callas non si dimenticò di Sirmione e lo stesso Sirmione non si è mai dimenticato di lei.

A lei è dedicato un palazzo comunale che si trova nella centralissima Piazza Carducci sede di mostre e eventi, c’è un ristorante, la Tavernetta Maria Callas e non manca nemmeno il Parco Callas, sul quale si affacciava la villa nella quale abitava.

A settembre ci sarà il festival “La Divina Emozione. Sirmione Callas”: sette serate che racconteranno Maria Callas anche nei rapporti con gli altri artisti. Insomma Sirmione non dimentica e non smette di rendere omaggio alla “divina”.