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La manifestazione Air Show, svoltasi il 4 e il 5 di questo mese, fa ancora discutere. Molti i parerei contrari, tra i quali quello della Consulta della tassa di soggiorno, per l’impatto che la due giorni aeronautica ha a livello di presenze, parcheggi e viabilità in un inizio settembre che ha ancora un forte richiamo turistico.
Voli dimostrativi di arei e elicotteri sia civili che militari e della protezione civile.
Il venerdì le prove e poi sabato mattina lo spettacolo che si conclude con lo spettacolo delle Frecce Tricolori.
Da una parte l’amministrazione comunale ha già deciso di mettere a bilancio la manifestazione per i prossimi due anni (2027 e 2028), dall’altra c’è chi avrebbe ritenuto opportuno un confronto con la popolazione ed esercenti commerciali, anche per capire il reale ritorno economico della manifestazione.
Da qui una raccolta firme online sulla piattaforma Change.org che dal 19 agosto ha raggiunto le 259 firme.
I motivi della contestazione sono dettagliatamente riportati nel testo: «Questa petizione nasce per chiedere una profonda revisione per le future edizioni della manifestazione Air Show del Garda / Ali su Desenzano, per tutelare attivamente l'area del Basso Garda avviando una transizione progressiva verso eventi a basso impatto ambientale.
Il lago di Garda sta vivendo una transizione cruciale, ma viaggia a due velocità: mentre i Comuni dell'Alto Garda hanno progressivamente imboccato una strada differente, rinunciando a spettacoli ad alto impatto e rumorosi in favore di un turismo più sostenibile e rispettoso dell'ambiente, il Basso Garda continua a investire su manifestazioni che paralizzano il territorio e stressano l'ecosistema.
È necessario allinearsi al trend di tutela espresso dalla sponda settentrionale del lago, ripensando questo evento per i prossimi anni sulla base di quattro criticità oggettive.
Il forte rumore dei motori a reazione e le acrobazie a bassa quota sopra lo specchio d'acqua provocano grave stress e disorientamento nell'avifauna stanziale e migratoria del basso Garda.
In un'epoca in cui la transizione ecologica è una priorità, i fumi residui e le emissioni acustiche di decine di velivoli militari e civili risultano anacronistici per un bacino lacustre delicato.
La chiusura prolungata di arterie stradali vitali, del lungolago e delle aree di sosta comporta pesanti disagi alla viabilità, ai residenti e alla gestione dei servizi essenziali.
Il Garda necessita di investimenti sulla valorizzazione del paesaggio, della quiete, della cultura e dello sport lento, e non di attrattive basate sul consumo energetico di massa. Non si chiede un muro ideologico contro l'aviazione, ma l'apertura di un tavolo di confronto per pianificare il futuro turistico di Desenzano.
Si sollecita l'amministrazione comunale a convertire, a partire dalle prossime stagioni, le risorse e gli spazi pubblici in iniziative moderne, eco-compatibili e integrate con la sensibilità ambientale che sta già ridefinendo il resto del lago di Garda».
