Il patrimonio immobiliare è decisamente ampio, ma le case abitate saltuariamente sono il 43%, percentuale incrementata dalle tante seconde case. La situazione però si differenzia tra comune e comune.

A Desenzano le abitazioni non occupate risultano essere 5.759 su 13.590 occupate. A Lonato 1.692 su un totale di 8.757. A Gardone Riviera (foto) le abitazioni non stabilmente abitate superano quelle occupate: 1.658 contro 1.306, mentre a Gargnano le case non occupate sono 2.135 su 3.529.

Un altro indice preoccupante arriva dall’offerta di alloggi pubblici.

Nel più recente bando Sap ( servizi abitativi pubblici) alla base della programmazione 2026, gli alloggi disponibili sul territorio sono stati 18: nove a Desenzano, quattro a Salò, due a Gardone Riviera e uno a a Gargnano, Manerba e Lonato. Diciotto a disposizione rispetto alle 594 domande presentate delle quali 312 solo a Desenzano.

La risposta delle amministrazioni comunali è contributiva.

Il piano annuale prevede interventi di sostegno all’affitto e alla morosità incolpevole, con decine di beneficiari: dai bandi in Valtenesi ai contributi comunali per canoni e utenze, fino ai fondi di solidarietà per gli utenti Sap.

Il bando Sap 2025 si è caratterizzato per una notevole mobilità interna: quasi la metà delle domande presentate a Desenzano erano di residenti di altri Comuni. Una situazione che confluisce in un contesto demografico segnato da un rapido invecchiamento.

Gli over 65 sono 29.793 e l’indice di vecchiaia ha raggiunto quota 209, ben oltre la media provinciale che si attesta attorno a 170. Nel 2023, le nascite sono state 728 a fronte di 1.227 decessi.

Una situazione generale che rappresenta il rivolto negativo del turismo esasperato che certo fa guadagnare di più, però rende la vita impossibile ai residenti ed a chi è alla ricerca di un’abitazione per lavoro.

Così la criticità abitativa diventa un grave problema per il futuro delle comunità gardesane.