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Sabato 19 settembre alle 18, palazzo Martini a Riva del garda ospiterà la presentazione del saggio «I campi di Salò. Internamento ebraico e Shoah in Italia», l’ultimo importante lavoro di Carlo Spartaco Capogreco, docente di storia contemporanea all’Università della Calabria, presidente della fondazione Ferramonti, membro del consiglio scientifico del Centro documentazione ebraica contemporanea di Milano e direttore della collana editoriale “Scatolanera” della casa editrice Mimesis, Milano-Udine.
L’iniziativa è promossa dall’Anpi Alto Garda e Ledro sezione “Luciano Baroni”, in collaborazione con l’associazione “Riccardo Pinter”, la rivista Giurisdizionale di Penede e Aned, con il patrocinio del Comune di Riva del Garda.
L'incontro si inserisce nell’ambito delle iniziative legate alla mostra «Italiani nelle SS 1943-1945 Autori/Esecutori», in corso al Mag.
A introdurre il dialogo saranno Francesco Nicola Barbato, membro del consiglio direttivo dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Lucca, e Gianfranco Ceccanei.
Si tratta di un appuntamento fondamentale per approfondire una delle pagine più drammatiche e complesse della nostra storia recente, poiché il volume offre uno sguardo approfondito sulla persecuzione antiebraica della Repubblica Sociale Italiana e sulla geografia della Shoah nel nostro Paese.
Partendo dal richiamo alle leggi razziali del 1938, il professor Capogreco traccia una mappatura territoriale complessiva dell’internamento ebraico attuato da Salò a partire dal 1° dicembre 1943, analizzandone le drammatiche connessioni con la deportazione condotta dalle autorità di occupazione tedesche.
Un’analisi rigorosa sul passaggio di testimone nella gestione dei rastrellamenti tra occupanti e fascisti.
- MATERIALI: il libro "I lager in Italia. La memoria sepolta nei duecento luoghi di deportazione fascisti" del compianto ricercatore romano Fabio Galluccio, pubblicato nel settembre 2002 dalla casa editrice dolomitica Nonluoghi libere edizioni.
Fu uno dei primi esempi di divulgazione su un tema lungamente rimosso in Italia, quello delle persecuzioni, segregazioni e deportazioni degli ebrei, degli stranieri e di altre categorie di cittadini oppresse dal regime fascista.
La prefazione fu scritta proprio dal professor Capogreco, eccola.
Prefazione
di Carlo Spartaco Capogreco *
In un'epoca come la nostra, nella quale non è raro imbattersi in «inviati speciali» che realizzano servizi e interviste standosene comodamente seduti a mille miglia dai luoghi e dalle persone oggetto dei loro reportages, non dispiace affatto incontrare un viaggiatore ricercatore che, calandosi nel territorio in presa diretta, dai luoghi e dalle persone trae ispirazione e nutrimento intellettuale.
A maggior ragione ciò fa piacere in questo caso, visto che i fatti e i luoghi di cui si interessa Fabio Galluccio - i campi di concentramento fascisti - avrebbero dovuto essere parte della memoria collettiva nazionale.
Avrebbero... ma, ahimè, non lo sono stati e, ancora oggi, non lo sono in modo compiuto: nel dopoguerra italiano delle tante rimozioni e dei vuoti di memoria, alle vicende storiche e ai siti geografici dell'internamento nostrano è mancato, in genere, il dovuto riconoscimento sociale e storiografico.
Negli anni Ottanta, ho percorso più volte, a una a una, le tante «stazioni» del percorso della memoria qui appassionatamente proposto dall'Autore.
Lo spettacolo che si presentava allora ai miei occhi non era granché diverso da quello descritto da Anne Grynberg a proposito della Francia di quegli stessi anni: «Il semblait à l'evidence - affermava la storica francese - que ces camps ne relevaient pas la catégorie des "lieux des mémoire" que la France s'était choisi. Dans la plupart des cas, il ne reste aucun signe matériel susceptible de contrarier le travail de l'oubli».
Non è un caso che, appena pochi anni fa, ne «I luoghi della memoria» - un interessante lavoro curato da Mario Isnenghi, che dà ragione delle importanti correlazioni esistenti tra eventi, date, fisicità e valore simbolico di particolari luoghi e spazi -, i «campi» nostrani non abbiano trovato il minimo spazio.
Oggi, finalmente, i campi di concentramento fascisti sono ben noti agli storici e agli altri studiosi dell'argomento. Ma essi rimangono ancora poco conosciuti ai più, e spesso circondati da un alone di incredulità.
È perciò importante il lavoro di Fabio Galluccio, che porta l'attenzione dei non addetti ai lavori su una pagina di storia con la quale è quanto mai utile che gli italiani facciano finalmente i conti.
* Carlo Spartaco Capogreco, storico, è il presidente della Fondazione Ferramonti.
