TRENTO. La metafora che rende perfettamente l'idea è quella di un (povero) pesce arenatosi sulla spiaggia che agonizza sotto il sole. E attende gli impronosticabili eventi. Arriverà una mareggiata e il pesce tornerà a nuotare in mare oppure si spegnerà lentamente? Impossibile in questo momento definire che ne sarà del Trento Calcio 1921: la società esiste ancora (e questo è già qualcosa), ma con quale futuro?

«Ad oggi il Trento c'è ma... non si vede – questa la laconica risposta del presidente “sportivo” Giorgio Moser – Ho già chiesto alla proprietà, nella persona dell'amministratore delegato Alfredo Morelli, un incontro in tempi brevissimi per capire quali sono le intenzioni di chi detiene le quote della srl. Non ho ancora ricevuto risposte certe e, ora come ora, se mi chiedete cosa ne sarà del Trento, posso rispondere che “non lo so”. Potrebbe iscriversi all'Eccellenza come essere ceduto come sparire dal panorama. Il mio mandato scadrà il 30 giugno: se per allora non ci saranno risposte certe, espleterò le ultime formalità e poi mi farò da parte».

L'incertezza riguardo il futuro è totale: la società ovviamente non presenterà domanda di ripescaggio (materialmente chi si occuperebbe della questione? E poi: il budget per la Serie D chi lo garantirebbe?) e dunque il cerchio si restringe. Il Trento parteciperà al prossimo torneo d'Eccellenza oppure sparirà dal panorama calcistico. Un'attesa snervante per i tifosi (tantissimi), ma non solo. I giocatori di proprietà del sodalizio di via Sanseverino (Vitti, Gattamelata, Casagrande, La Torre, Paissan, che tornerà dal prestito al Dro, Michelon, di rientro da Albiano, più tutti i ragazzi della Juniores nati prima del '96) non possono far altro che aspettare. E chi ha ricevuto offerte per la prossima stagione o è prossimo a riceverle deve e dovrà rispondere con un laconico «purtroppo non so nulla e non so nemmeno con chi potete parlare» ai rispettivi interlocutori.

«I giocatori mi chiamano – conclude Moser – e io rispondo a loro come a voi: non so, aspettiamo qualche giorno e vediamo cosa accadrà. La situazione è drammatica, non lo nego, e il tempo a disposizione è sempre meno. Il caso Fersina? Per ora mi limito ad un no comment, al momento giusto esprimerò il mio pensiero. Bizzozzero? Quasi sicuramente non lo rivedremo a Trento: non conosce l'Eccellenza e non gli interessa fare calcio in questa categoria».

Intanto a Mezzocorona si attende la risposta di Loris Bodo, che dovrebbe arrivare oggi o, al massimo, domani. La società gialloverde vorrebbe affidargli la conduzione tecnica della prima squadra e anche il ruolo di direttore sportivo (sarebbe un manager “alla Ferguson”, insomma), ma l'allenatore veneto ha un'alternativa di lusso. L'Inter, infatti, vorrebbe affidare proprio a Bodo un progetto legato ai giovani calciatori nell'area del Triveneto. L'offerta della società nerazzurra è a dir poco allettante e il tecnico padovano, che ha appena conquistato lo scudetto di categoria con la juniores gialloverde, si è preso ancora qualche ora per riflettere. L'alternativa? Una e una sola: Totò Improta, allenatore assai apprezzato in Piana Rotaliana e attualmente libero dopo aver concluso il proprio rapporto con l'Alto Adige.

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