TRENTO. La rappresentanza trentina del comitato pro scuola in presenza ha preso parte, nella giornata di sabato 10 aprile, alla manifestazione che si è svolta a Roma, in piazza del Popolo, per chiedere il ritorno in classe di tutti gli scolari e studenti italiane, compresi anche quelli delle zone rosse. La comitiva è partita da Trento, al mattino preso, per raggiungere la capitale in pullman: alle 15 ha preso il via la manifestazione. 

«La manifestazione, dopo quella di sabato al parco delle Albere, ha richiamato, pur nel rispetto delle norme, migliaia di persone - genitori, nonni ma pure insegnanti, docenti e dirigenti - che a gran voce hanno chiesto al ministro Bianchi ed al Governo in generale, di consentire la ripresa immediata delle lezioni in presenza, per tutte le scuole di ogni ordine e grado», raccontano i partecipanti trentini.

La trasferta dei genitori trentini, cui se ne sono aggiunti alcuni dal Veneto, è stata organizzata dal Comitato coordinato da Laura Tondini. Durante il viaggio sono stati letti vari messaggi giunti ai partecipanti da parte di genitori e docenti impossibilitati a partecipare.

«Solo la scuola in presenza – è stato detto – può efficacemente organizzare la vita scolastica degli studenti, garantendo processi di insegnamento-apprendimento di qualità. La dad, attraverso l'utilizzo del computer, ha procurato agli studenti emergenze psicologiche e sociali, dai quali con fatica ne usciranno una volta terminati gli effetti peggiori della pandemia. Deve essere a tutti chiaro che la dad è una risposta di emergenza, non può essere la normalità».