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ROMA. Gli ex compagni di squadra e amici di una vita hanno accompagnato il feretro di Sinisa Mihajlovic, il campione serbo morto di leucemia a 53 anni, all'uscita della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica a Roma, al termine della cerimonia funebre.
Tra loro Roberto Mancini, Attilio Lombardo, Dejan Stankovic, Vincenzo Cantatore. Un lunghissimo, intenso e commosso applauso ha accompagnato l'uscita dalla Basilica dove erano presenti circa 3mila persone.
All'uscita uno striscione degli Ultras della Lazio: "Sinisa non sarai dimenticato… onore a chi gli amici non ha mai rinnegato".
A ridosso dell'inizio della cerimonia funebre di Sinisa Mihajlovic a Roma è arrivato anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Presenti tantissime cariche dello sport italiano: dal ministro per lo Sport e per i giovani Andrea Abodi al presidente del Coni Giovanni Malagó, passando per il numero uno della Figc Gabriele Gravina e tanti amici come il ct della nazionale, Francesco Totti e Daniele De Rossi, Gianni Morandi e l'ex presidente Massimo Ferrero.
"Togliamo le pietre dal nostro cuore per vivere in pace con noi e gli altri": lo ha detto l'arcivescovo di Bologna e presidente della Cei Matteo Maria Zuppi, in apertura della funzione funebre. Nell'omelia ha poi proseguito parlando della malattia che ha colpito Sinisa e di fronte alla quale "non è mai a scappato. L'ha affrontata con coraggio, dandone anche ad altri. Lo ha fatto mostrando la fragilità dolce di un guerriero, che è tale perché sa rialzarsi o ci prova. La fragilità è una porta, non un muro".
Un pensiero anche alla famiglia di Mihajlovic: "Ci stringiamo intorno a loro e a chi è legato a lui. Sinisa voleva diventare vecchio con tanti nipoti, è stato uno capace di dare un'occasione a chi non l'aveva mai avuta e vorrei che oggi sentiate l'affetto della madre Chiesa. Proprio perché è una madre non si arrenderà mai al dolore dei suoi figli. È un saluto doloroso che ci lascia increduli".
