ROMA. I carabinieri del Ros e la procura di Palermo hanno messo i sigilli al covo del boss Matteo Messina Denaro.

E' a Campobello di Mazara, nel trapanese, paese del favoreggiatore Giovanni Luppino, finito in manette insieme al capomafia. L'abitazione risulta intestata ad Andrea Bonafede, il geometra che avrebbe prestato la sua identità al padrino.

Nel rifugio sono stati trovati vestiti di lusso, scarpe griffate, un frigorifero pieno di cibo, ricevute di ristoranti, pillole per potenziare le prestazioni sessuali e profilattici. Al momento non risulta che nell'immobile vi fossero documenti particolari tanto che gli inquirenti sospettano che possa esserci un secondo immobile in cui cercare il cosiddetto tesoro di Messina Denaro.

E Andrea Bonafede starebbe parlando con i pm: con i magistrati avrebbe fatto mezze ammissioni dicendo di conoscere il capomafia fin da ragazzo e di essersi prestato a comprare, con i soldi del padrino, la casa in cui questi ha passato l'ultimo anno. Il geometra risulta indagato per associazione mafiosa.

Il boss intanto è stato rinchiuso nel carcere dell'Aquila dove continuerà la chemioterapia. E’ in regime di 41bis in una delle celle singole del supercarcere  Le Costarelle, in una delle sezioni che ospita anche la terrorista Nadia Desdemona Lioce. 

"Le sue condizioni sono gravi, la malattia ha avuto un'accelerazione negli ultimi mesi", dice a Repubblica online Vittorio Gebbia, responsabile dell'Oncologia medica della clinica La Maddalena, dove Messina Denaro è stato arrestato

Il governo respinge le ipotesi di trattativa, il ministro Nordio torna sulle intercettazioni: 'Sono assolutamente indispensabili nella lotta a mafia e terrorismo, ma va fermato l'abuso'.