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TRENTO. Scandalo! Paola Egonu, che stasera indosserà le vesti di co-conduttrice del Festival di Sanremo con Amadeus e Gianni Morandi, dichiara che l’Italia è un paese razzista (o meglio, come lei stessa chiarisce per non fare di tutta l’erba un fascio, dove il razzismo esiste). Fuguriamoci: fioccano subito i commenti, numerosi e rumorosi, perché la materia al web piace, soprattutto agli haters.
E infatti quei commenti non ribattono alla campionessa di volley che lei ha torto, che forse si sta sbagliando, ma sono in gran parte commenti… razzisti. Di fatto confermando in toto quello che Egonu ha detto. Anzi, sarebbe meglio precisare che, se gli italiani sono razzisti, anche i trentini lo sono. Non è un sillogismo: sono commenti di trentini. L’autonomia, che sia differenziata o no, non ci differenzia dal resto d’Italia.
Cosa dicono quei commenti? Nulla di originale, trattandosi di commenti idioti. Potete, se proprio volete, andare a leggerveli. Scoprirete che il più comune è il classicissmo “tornatene a casa”. Non è difficile capire lo sfogo di Paola Egonu dell’ottobre scorso, quando decise di prendere una pausa dalla nazionale dopo gli insulti ricevuti per la sconfitta dell'Italvolley nella semifinale mondiale con il Brasile: “Basta, non potete capirmi”, si lasciò andare. “Mi hanno chiesto addirittura perché sono italiana”.
Uno dei pochi commenti fuori dal coro fa notare l’ipocrita contraddizione: “Che torni al suo paese? Bel posto Cittadella!”. E’ lì che è nata Paola Egonu, la più forte giocatrice di pallavolo che l’Italia abbia potuto vantare.
