ROMA. Pochi sospesi, ancora proteste e disagi limitati nel primo giorno del Super Green pass obbligatorio per gli ultracinquantenni al lavoro. Mentre cresce il pressing di chi chiede l'eliminazione della certificazione verde ed il sottosegretario alla Salute Andrea Costa apre, definendo "uno scenario possibile" abolirlo per il 31 marzo, quando scadrà lo stato di emergenza.

Al governo - che alla Camera ha posto la fiducia sul decreto che ha prorogato lo stato di emergenza - c'è comunque cautela ed eventuali decisioni in materia saranno prese con gradualità e sulla base dei dati epidemiologici. "La pandemia non è magicamente evaporata, ci siamo ancora dentro", avverte il ministro Roberto Speranza.

Il bollettino quotidiano di ieri (15 febbraio) indica un numero alto di vittime, altre 388; i contagi sono 70.852, ma continua ad allentarsi la stretta sugli ospedali con 54 pazienti in terapia intensiva e 448 ricoveri ordinari in meno. E l'occupazione dei reparti di pazienti Covid cala al 24%.

I non vaccinati tra i 50 ed i 69 anni, quelli in età lavorativa, sono un milione. Non considerando gli esentati per motivi di salute, i disoccupati ed i pensionati si possono stimare in circa 500mila gli italiani toccati dalla misura. E' il decreto dello scorso 7 gennaio ad imporre da oggi - e fino al prossimo 15 giugno - l'esibizione del Green pass rafforzato (ottenibile con vaccinazione o guarigione) per accedere al luogo di lavoro. Gli inadempienti conserveranno il posto, ma senza stipendio.

Chi viene trovato al lavoro senza certificato subirà una sanzione amministrativa tra 600 e 1.500 euro, che raddoppia in caso di recidiva.

C'è poi il caso dei dipendenti in smart working. Vale anche per loro l'obbligo di Green pass pur lavorando da casa? Sì, per il sottosegretario Costa, anche se la normativa non è chiarissima sul punto.

E nella giornata di esordio del nuovo obbligo non sono mancate le proteste da parte degli irriducibili no pass.

A Trento alcune centinaia di persone hanno manifestato sotto la neve in piazza Dante, sotto la sede della Provincia.

Dall'opposizione la leader di FdI, Giorgia Meloni, torna a chiedere l'abolizione del certificato verde, misura "inutile, senza basi scientifiche, che mi sembra serva ormai solo al Governo per imporre la propria autorità". Dalla maggioranza si fa sentire la voce della Lega, con il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia: "dobbiamo fare come la Francia, che ad aprile toglie tutto", ha auspicato. Il sottosegretario Costa è possibilista: "Oggi - ha spiegato - dobbiamo completare la somministrazione delle terze dosi, con questo ritmo è ragionevole pensare che per marzo potremmo avere completato la campagna vaccinale aprendo un nuovo scenario con progressivo allentamento delle misure restrittive, Green Pass compreso".