CLES. Venerdì Trento incoronerà il primo vincitore del nuovo Tour of the Alps, con un trentino che sogna di riuscire a lasciare il segno. Non nella classifica generale, riservata a Geraint Thomas, Thibaut Pinot e compagni, quanto per un successo di tappa che rappresenterebbe la prima vittoria tra i professionisti. Parliamo di sogni, alimentati però da una condizione fisica invidiabile, come dimostrato giovedì. A sognare è il giudicariese Iuri Filosi, che nella Bolzano-Cles si è staccato sulle impegnative rampe della Forcella di Brez, per poi rientrare in discesa, con il contachilometri che ha raggiunto e superato i 90 km/h. «Sono contento del mio piazzamento, anche se con un pizzico di fortuna in più avrei potuto ambire a un risultato migliore – spiega Filosi – A 300 metri dall’arrivo ero ventesimo e sono rimasto chiuso a centro gruppo. Poi si è aperto un varco sul lato sinistro della strada e sono riuscito a rimontare qualche posizione, ma ormai la volata era lanciata. Qui in Val di Non avevo vinto corse sia da giovanissimo che da allievo e ci tenevo a fare bella figura. Non è facile però disputare una volata con i treni schierati delle squadre World Tour. Ero da solo, ci ho provato e ne è uscito un ottavo posto che lascia ben sperare».

Venerdì la carovana ripartirà da Smarano alle 10.30 e, dopo 192 km, taglierà il traguardo in Piazza Duomo a Trento attorno alle 15.30. I corridori, dopo essere scesi fino alla Rocchetta e saliti verso Andalo e Molveno, prenderanno la volta di Stenico e Ragoli, andando poi a imboccare il Passo del Durone. A quel punto, ci sarà il transito dal Passo del Ballino, da Arco, Dro e Lasino, dove inizierà la salita di 22 km che porterà fino a Vason. Dopo la veloce discesa verso Trento, ci sarà il transito da Mattarello e la salita di 3 km delle Novaline, a circa 10 km dall’arrivo.

Iuri Filosi vuole riprovarci, nonostante la frazione di giovedì abbia lasciato il segno. «Forse potevo risparmiare un po’ la gamba in vista dell’ultima tappa e l’idea alla vigilia era quella – continua Filosi – Sulla Forcella di Brez mi sono staccato, anche perché, con i miei 73 chili di peso, non è facile scalare salite con pendenze del 10%. Ho visto però che la gamba era ancora molto buona: sono riuscito a rientrare sui migliori e me la sono giocata. Voglio riprovarci».

Filosi ha provato il percorso dell’ultima tappa, con la salita del Bondone e lo strappo delle Novaline. Nel mezzo la lunga discesa verso Trento e un finale che potrebbe fare al caso del corridore trentino. «Il percorso mi piace – conferma Filosi - Certo, non sono uno scalatore, ma la salita del Bondone non è la Forcella di Brez. È più pedalabile, a parte 3-4 km nella parte centrale che sono un po’ più impegnativi. Dovrò decidere se provare ad attaccare da lontano, onorando anche il passaggio sulle strade di casa, o se aspettare. Molto dipenderà da come verrà affrontato il Bondone, se con passo regolare o meno. La condizione comunque c’è, manca solo la vittoria. Sarebbe bello se arrivasse a Trento». (l.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA