PHOTO
TRENTO. Povera Italia, e non è una novità. Ma che a versare in condizioni appena dignitose – con tagli draconiani – sia proprio l’Italia dello sci di fondo nell’anno dei Mondiali casalinghi in Val di Fiemme fa un po’ specie, anche perché ci sentiremmo di affermare che non si tratta, in assoluto, di bilanci principeschi. Ma veniamo alla notizia nella sua essenzialità, frutto di una nostra mini-inchiesta nata dopo una voce raccolta sulle piste della Val di Fiemme. «Lo sapete – ci hanno detto – che la squadra azzurra delle lunghe distanze ha un bilancio di 20 mila euro?». La “lunghe distanze”, per intenderci, è quella degli specialisti delle granfondo, quelli che ogni anno cercano – senza troppa fortuna – di mettere i bastoni tra le ruote a norvegesi e svedesi alle varie Marcialonga, Vasaloppet, Jizerska Padesatka eccetera. Specialisti scandinavi che però sono tesserati per squadre private con tutt’altri budget: tanto per farsi un’idea, quello del Team Coop, la squadra che ha ingaggiato il fiemmese Nicola Moradini – migliore azzurro all’ultima Marcialonga – disporrebbe addirittura di un milione di euro... E anche la migliore fondista italiana dell’ultima edizione della granfondo di Fiemme e Fassa, Stephanie Santer, corre quest’anno per un team estero.
Detto questo, nostro dovere era verificare la notizia e lo abbiamo fatto con... il diretto interessato, vale a dire con il consigliere federale Fisi Guido Carli, referente appunto per lo sci di fondo. «È sbagliato dire che la squadra lunghe distanze abbia un budget di 20 mila euro perché i fondi per la sua attività fanno parte del budget generale della direzione agonistica di Silvio Fauner – spiega Carli – che comprende anche le squadre giovanili. Non c’è uno stanziamento preventivo, si procede con un bilancio di previsione. Quello per il periodo gennaio-aprile è stato appena approvato: 40 mila euro per le squadre giovanili, 160 mila euro per le squadra di Coppa del Mondo e tutto il resto dell’attività. Ovviamente, in un periodo come questo non viene speso un euro più dello stretto necessario. Anzi, il presidente ha già chiesto un’integrazione al Coni, specie per le preolimpiche, che ci costeranno carissime».
40 mila euro per le giovanili, 160 mila euro per il resto: sono pochi – e su questo non ci piove – o sono pochissimi? Nuova tappa della nostra mini-inchiesta la chiacchierata con un insider del mondo del fondo, che ci spiegato che i fondi per l’attività giovanile subiscono così un taglio del 30%: sacrificio tutto sommato accettabile, in considerazione del fatto che quest’anno non ci saranno i Mondiali. Diverso il discorso relativo ai 160 mila euro destinati alle squadre maggiori, con un taglio del 25% circa rispetto alla passata stagione. E se è vero che la Fisi del presidente Flavio Roda starebbe conducendo una razionalizzazione delle spese a tutti i livelli, difficilmente spiegabili sono i sacrifici chiesti al fondo proprio nei mesi dei Mondiali della Val di Fiemme, appuntamento al quale i nostri già non si presentano con i favori del pronostico, e usiamo un eufemismo. Ah, l’insider ha chiosato che forse i fondi a disposizione della “lunghe distanze” sono ancora meno di 20 mila euro... Insomma, i soldi sono pochissimi. La speranza è che il direttore tecnico Fauner sappia spenderli nella maniera migliore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
