CALLIANO. In queste ore, nelle quali gli italiani stappano circa 36 milioni di bottiglie di bollicine, pochi sanno che il primo spumante metodo classico trentino e probabilmente italiano, secondo il professor Francesco Spagnolli, è stato prodotto in centro a Calliano, per la precisione a Palazzo Valentini nel 1899.

Uno spumante che veniva esportato in Austria da un notissimo personaggio, di nome Cesare Battisti. Ebbene, arrivando in centro di Calliano a fianco al Comune c’è una facciata di un palazzo nobile, Palazzo Valentini, che tutto sembrerebbe fuor che una cantina. Ma all’interno si scopre un antico portico che porta ad una corte interna di oltre 500 metri quadrati con al fianco una cantina antica, mentre nei piani superiori si trovano le stanze degli ospiti dell’agriturismo ed una elegante sala colazioni.

È in questa cantina che abbiamo incontrato il giovane protagonista di questa settimana. Molte le scoperte ma una ha del sensazionale. Luca Salizzoni, terzo di una generazione di vignaioli, è molto orgoglioso del fatto di proseguire assieme al papà Valter e al nonno Vittorio, la tradizione di famiglia. Lo spumante Valentini era coccolato e maturato nell’antica cantina a 10 metri di profondità. Ora, in omaggio a quei precursori, la famiglia Salizzoni ha deciso di produrre un proprio Trentodoc. Si è iniziato con la messa in bottiglia del vino base spumante dell’uva della vendemmia 2015 che Luca vuol fare uscire solo dopo 5 anni d’invecchiamento con un Trentodoc millesimato che uscirà nelle prime 1500 bottiglie. Fatto interessante, molte di queste bottiglie sono già state prenotate ed a chi effettua la prenotazione viene rilasciata una pergamena-certificato di prenotazione che l’interessato esibirà quando il prodotto sarà messo sul mercato.

La scelta del vignaiolo per Luca è stata naturale e frutto di una passione maturata fin da bambino, quindi anche il percorso scolastico non poteva che essere quello dell’enologo prima e della laurea in enologia conseguita a S. Michele in base all’accordo con l’Università di Udine.

Il giovane Salizzoni è entrato in azienda 10 anni fa e in piena intesa con papà e nonno, ha dato una grande accelerata all’azienda che precisa: «È in costante evoluzione sia dal punto di vista qualitativo che da quello varietale. Due anni fa è partito il progetto Trentodoc, lo scorso anno è stato messo sul mercato un nuovo vino, un Pinot bianco riserva» - apiega Salizzoni. «La nostra gamma vini è completa ed il mercato dimostra di apprezzare molto la qualità alla quale noi puntiamo in ogni fase della produzione. La maggior parte del prodotto trova collocazione nel Nord Italia, con una bella fetta in Trentino, ma una parte prende anche la strada dell’export Germania e Repubblica Ceca».

Molto interessante il suo approccio sul fronte ambientale: «Noi - afferma Lucaa - da sette anni produciamo con il metodo biologico, solo rame e zolfo, lavorazione dell’interfilare, abbandono del diserbo chimico, concimazione molto limitata e solo a base di prodotti organici, ma non abbiamo mai chiesto la certificazione di produttori biologici». Luca crede molto anche all’accoglienza aprendo agli appassionati di buon vino la cantina, il mercoledì due volte al mese per sei mesi l’anno, tre in estate e tre in inverno, organizza visite in cantina con assaggi ogni volta di un vino diverso.

«Il mio sogno - precisa - è quello di arrivare a produrre un ottimo Trentodoc riserva proprio nella cantina dove è nato il primo Champagne trentino».

Ma Luca è impegnato anche nel sociale, è presidente dell’Associazione Giovani di Calliano, un’associazione molto attiva sul piano culturale e non solo.

Nel poco tempo libero non disdegna neanche praticare lo sport, lo scii è la sua passione, ma purtroppo il tempo a disposizione è molto poco, afferma. Il suo coraggio e la sua passione lo fanno superare anche una certa solitudine, a Calliano è l’unico imprenditore agricolo giovane rimasto e sta dimostrando che questa è la professione più bella del mondo.

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