Oggi, mercoledì 21 gennaio, sarà a Trento, per un incontro al Muse, Luca Gibello, presidente dell’associazione Cantieri d’Alta Quota, alpinista e giornalista, storico dell’architettura. L'incontro, che comincerà alle 17.30, avrà come filo conduttore il suo libro, edito dal Cai pochi mesi fa, «I bivacchi delle Alpi. 100 anni di emozioni in scatola».

Gibello, sostenitore di una dettagliata mappatura dei bivacchi presenti sulle Alpi italiane, da noi intervistato l'anno scorso, aveva così risposto alla domanda sulla costruzione recenti di strutture lungo accessi escursionistici, non alpinistici: «Questo è il punto che giustifica l'urgenza di una mappatura. Serve consapevolezza da parte di amministratori locali, potenziali committenti e fruitori. Ultimamente se ne stanno realizzando troppi, anche se magari per nobili scopi, come la memoria dei caduti in montagna.

Ma non si può pensare di punteggiare quasi ogni cima o valico con un'opera memoriale. È già sufficientemente "caldo" il tema delle croci di vetta...

Se, soprattutto alle quote medie, sorgono strutture alpinisticamente non necessarie, da un lato possiamo considerare ciò positivo per l'incremento della frequentazione montana da parte di nuovi appassionati.

Ma vanno considerati gli impatti ambientali, specie in ragione del fatto che gli ospiti sono attratti dalla pseudo gratuità del soggiorno. Il bivacco non è una "location" per comitive festaiole deresponsabilizzate, che vi lasciano i segni della bisboccia». 

L'appuntamento al Muse è organizzato da TSM – Accademia della montagna con il Museo delle scienze, la sezione Cai Fiamme Gialle, la Sat, l’Ordine degli architetti PPC della Provincia, l’Associazione rifugi del Trentino, il Collegio delle guide alpine-maestri di alpinismo.

Introdurrà e modererà i lavori Gianluca Cepollaro (Accademia della montagna) e interverranno Raffaele Alimonta (rifugisti), Simone Banal (guide), Massimo Bernardi (Muse), Riccardo Giacomelli (Sat), Sergio Lancerin (Scuola alpina della guardia di finanza e sezione Cai Fiamme Gialle) e Bruno Zanon della commissione storico-culturale e Biblioteca Sat.

Scrive il Muse nell'invito all'incontro odierno: «In alta quota, i bivacchi sono la quintessenza dell’abitare estremo in condizioni minime.

Ripercorrerne la storia, quasi tutta italiana, a partire dalla loro “invenzione” – nel 1925 ad opera del Club alpino accademico italiano – significa seguire una traiettoria che intreccia il richiamo per la montagna alle sperimentazioni tecnologiche e al trasferimento di saperi, dalla prefabbricazione all’uso di nuovi materiali, senza trascurare gli aspetti formali che talvolta attingono agli immaginari aerospaziali e della navigazione d’altura.

Dalla mitica semibotte del modello Ravelli, alla riproduzione in serie del modello Apollonio, poi perfezionato dalla Fondazione Berti, fino al notissimo Bivacco Gervasutti e alla proliferazione attuale, che ammicca più alle platee dei social network che alla comunità degli alpinisti.

La “musealizzazione” presso la terrazza panoramica del Muse dello storico bivacco Fiamme Gialle, oggi sostituito da un nuovo esemplare, è l’occasione per presentare il libro di Luca Gibello e per riflettere, dopo la prefabbricazione a valle e l’uso in quota, sulla “terza vita” dei bivacchi come testimonianze patrimoniali».