La Sat comunica che da oggi, lunedì 29 giugno, fino a domenica 5 luglio(compresa) è chiusa la via ferrata dell’Ideale O304  “Cesare Salvaterra-Cege”, nel tratto che collega la vedretta d’Ambiez con la vedretta dei Camosci.

La chiusura si è resa necessaria per lo svolgimento di opere di disgaggio che hanno lo scopo di mettere in sicurezza l'area.

Ecco l'itinerario indicato dalla Società alpinistica per collegare i rifugi Agostini Val d’Ambiez e Maria e Alberto ai Brentei: raggiunta Bocca dei Camosci, si segue il segnavia O304 fino al rifugio XII Apostoli Fratelli Garbari e da lì si segue il percorso O321 via ferrata Ettore Castiglioni.

Il tracciato, spiega la Sat, parte dal rifugio XII Apostoli, costeggia a Nord la vedretta d’Agola, scavalca la Bocca dei Camosci, si abbassa fra rocce e detriti sull’omonima vedretta e risale alla Bocca d’Ambiez per poi ridiscendere sulla parete orientale a immettersi sulla Vedretta d’Ambiez e sull’itinerario 358 via ferrata alpinistica Livio Brentari che collega i rifugi Val D’Ambiéz Silvio Agostini e Tosa e Tomaso Pedrotti.

«Come in molte altre zone di alta montagna del nostro territorio - scriveva la Sat annunciando tre anni fa la chiusura invernale della ferrata dell’Ideale - ormai, anche le vedrette delle Dolomiti di Brenta stanno subendo grandi variazioni dovuti al cambiamento climatico che negli ultimi anni si sta manifestando sui classici itinerari attrezzati da rifugio a rifugio, con impatti sempre più evidenti.

Mentre ad inizio stagione la presenza della neve permette l’attraversamento di vedrette e bocchette senza eccessivi intoppi, già nel mezzo dell’estate questi passaggi diventano più difficoltosi da superare, talvolta fino alla loro impraticabilità.

Lo scioglimento del ghiaccio oltre a far perdere massa alle vedrette, sblocca enormi quantità di massi e detrito morenico che rimane in parte instabile sui versanti, rendendo insidioso il procedere.

In queste zone gli interventi di segnaletica sono in parte vanificati dal continuo movimento di ghiaccio e morene; le stesse attrezzature fisse come funi, staffe e scale, risultano spesso e volentieri inaccessibili dai tracciati di avvicinamento e vanno di anno in anno modificate allungandole verso il basso o spostandole su passaggi che si scoprono più impegnativi.

Chiunque si avventuri in zone come queste, deve essere consapevole che conoscenza del territorio e capacità alpinistiche vanno associati ad adeguata attrezzatura e, diventa fondamentale, essere provvisti, oltre che del kit da ferrata, anche di ramponi e materiale alpinistico, utile per potersi eventualmente calare su tratti di parete messi a nudo dal ghiacciaio che si è ritirato o per tratti diventati oltremodo pericolosi e che è necessario aggirare».