«Se uno dichiara di aver raggiunto la vetta di un Ottomila ha il dovere di esibire le prove. Se queste mancano, la presunta ascesa resta un fatto personale: per la storia dell'alpinismo non esiste».

Sono parole di Reinhold Messner inintervistato dal quotidiano La Repubblica in relazione alla polemica nata tra gli scalatori Marco Confortola (al centro nella foto) e Simone Moro sulla conquista di «tutti i 14 Ottomila della Terra» da parte di Confortola. Moro, bergamasco, ha contestato le imprese di Confortola, con un intervento sulla rivista del Cai, Lo Scarpone. Confortola, valtellinese, ha subito replicato ribadendo le proprie ragioni.

Ora Messner interviene nel dibattito e il suo giudizio è tranchant: «Confortola non è tra i grandi alpinisti, non lo seguo. Se io parlo di lui, lo accredito presso un elite a cui non appartiene. Moro è al contrario un grande alpinista. Per me la polemica sugli Ottomila contestati a Confortola non deve nemmeno esistere. Lui sulle vette che dice di aver toccato, è andato in un modo privo di valore: come un turista, non da alpinista».

Messner spiega il senso della critica a Confortola affermando che nelle «ascese estreme oggi non conta dove vai, ma come ci vai».

L'alpinista altoatesino ricorda: «In cima all'Everest ogni anno arrivano 600 persone. Come Confortola si portano dietro l'ossigeno e seguono una pista già battuta e attrezzata.

Si fanno accompagnare in elicottero fino a 6.500 metri: allora sarebbe corretto dire di avere salito un Duemila».