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Resta elevato il pericolo di valanghe sulle Dolomiti e dintorni, generalmente indicato ai bollettini al grado 3 marcato (arancio) in montagna ma con variazioni locali e zone dell'Alto Adige anche a livello 4 (rosso, forte) come l'Alta Valle Aurina e le Alpi della Zillertal meridionali.
Il grado di pericolo 3/marcato indica una situazione valanghiva critica ed è in queste condizioni (presenti per circa un terzo delle giornate invernali) che si verifica oltre la metà degli incidenti con vittime.
«Le valanghe - scrive Aineva per illustrare il grado di pericolo 3 /marcato - possono facilmente essere distaccate, soprattutto sui pendii ripidi alle esposizioni e alle quote indicate nel bollettino valanghe. Possibili valanghe spontanee e distacchi a distanza.
Raccomandazioni per le persone che praticano attività fuoripista: questa è la situazione più critica per l'utenza sportivo-ricreativa. Sono necessarie una scelta ottimale dell’itinerario e l’adozione di misure atte a ridurre il rischio. Evitare i pendii molto ripidi alle esposizioni e alle quote indicate nel bollettino valanghe. È meglio che le persone inesperte rimangano sulle discese e sugli itinerari controllati».
L'ultimo bollettino emesso oggi da Aineva richiama l'attenzione sugli accumuli di neve ventata che in molte aree, dopo le ultime nevicate e le raffiche in corso, rappresentano la principale fonte di pericolo.
Ecco quanto viene indicato nel dettaglio (grado di pericolo 3 marcato) per una prima area considerata, comprendente Latemar, Adamello meridionale, Primiero - Pale di S. Martino, Adamello - Presanella, Brenta settentrionale - Peller, Vallarsa, Folgaria - Lavarone, Brenta meridionale, Valle di Fassa, Sole, Pejo e Rabbi, Lagorai meridionale, Lagorai settentrionale, Valle di Ledro, Maddalene, Marzola - Valsugana, Pinè - Valle dei Mocheni.
«Nelle zone in prossimità delle creste, nelle conche e nei canaloni e sui pendii ripidi, sono possibili valanghe a lastroni di neve asciutta, a livello isolato anche di grandi dimensioni. Le valanghe possono distaccarsi con un debole sovraccarico. Ciò soprattutto al di sopra del limite del bosco, come pure nelle zone di passaggio da poca a molta neve come p.es. all'ingresso di conche e canaloni.
Sui pendii ombreggiati molto ripidi, all'interno del manto di neve vecchia si trovano insidiosi strati fragili. Questi punti pericolosi si trovano soprattutto alle esposizioni da nord ovest a nord sino a nord est. Principalmente nelle zone in prossimità delle creste, nelle conche e nei canaloni sono possibili valanghe di medie dimensioni. Queste possono trascinare gli strati più profondi del manto nevoso e raggiungere dimensioni piuttosto grandi. Particolarmente pericolosi sono i pendii ancora poco frequentati durante questo inverno, dove nel manto di neve vecchia sono presenti strati deboli. Sono possibili distacchi a distanza.
Manto nevoso
Il vento a tratti tempestoso ha rimaneggiato intensamente la neve fresca. Con vento da forte a tempestoso proveniente dai quadranti settentrionali nel corso della giornata specialmente nelle conche, nei canaloni e dietro ai cambi di pendenza si formeranno ulteriori accumuli di neve ventata. I nuovi accumuli di neve ventata poggiano su una sfavorevole superficie del manto di neve vecchia a tutte le esposizioni e per lo più al di sopra del limite del bosco.
Sui pendii ombreggiati ripidi, nella parte basale del manto nevoso si trovano pronunciati strati fragili. Ciò specialmente al di sopra del limite del bosco. Tendenza Il pericolo di valanghe rimarrà invariato».
Si sottolinea che sono ancora possibili valanghe spontanee per queste zone, sempre con pericolo di grado 3: Dolomiti di Gardena, Costiera di Luson, Monti di Fundres orientali, Vallelunga, Racines, Gruppo della Cima Dura, Alpi dello Stubai meridionali, Catena delle Vedrette di Ries, Val di Vizze, Alpi del Defereggen occidentali, Cresta di Senales, Gruppo Sesvenna meridionale, Gruppo dell'Ortles, Gruppo Sesvenna settentrionale, Val d'Ultimo, Monti di Pianol, Gruppo Saldura-Mastaun, Gruppo della Punta Cervina, Dolomiti di Braies, Monti di Fundres occidentali, Gruppo della Cima San Giacomo, Alta Val Passiria, Gruppo Tessa
«Al di fuori delle piste, la situazione valanghiva è in molti punti delicata.
Con neve fresca e vento tempestoso proveniente da nord a tutte le esposizioni si sono formati accumuli di neve ventata in parte di grandi dimensioni. Inoltre si formeranno ulteriori accumuli di neve ventata. Questi ultimi possono facilmente subire un distacco provocato o, a livello isolato, spontaneo al di sopra del limite del bosco. Le valanghe possono staccarsi negli strati superficiali del manto. Inoltre, in alcuni punti le valanghe possono distaccarsi coinvolgendo gli strati basali del manto, soprattutto sui pendii esposti a ovest, nord ed est al di sopra dei 2200 m circa.
Il pericolo si riferisce principalmente alle zone alpine frequentate dagli appassionati di sport invernali. I rumori di "whum" e la formazione di fessure quando si calpesta la coltre di neve sono campanelli di allarme che rimandano a questo pericolo.
Inoltre sono previste valanghe di neve asciutta a debole coesione, soprattutto sui pendii ripidi estremi in seguito all'irradiazione solare.
Manto nevoso. Sono caduti da 10 a 20 cm di neve, localmente anche di più.
Il vento è stato in parte con intensità da uragano. Venerdì il vento sarà da forte a tempestoso. Il vento rimaneggerà intensamente la neve fresca.
La neve fresca e la neve ventata poggiano su una sfavorevole superficie del manto di neve vecchia al di sopra del limite del bosco. Il manto di neve vecchia è debole, soprattutto sui pendii esposti a ovest, nord ed est al di sopra dei 2200 m circa e sui pendii esposti a sud in quota.
Tendenza
Le valanghe possono ancora distaccarsi facilmente. In questa prima giornata soleggiata si raccomanda prudenza».
Infine per le aree Prealpi, Valle di Cembra, Bondone e Stivo, Alpi della Val di Non occidentali, Paganella, Aineva scrive oggi: «La neve ventata è la principale fonte di pericolo.
Gli ultimi accumuli di neve ventata rappresentano la principale fonte di pericolo. Sono previste valanghe a lastroni di neve asciutta. Esse possono distaccarsi con un debole sovraccarico. Sui pendii carichi di neve ventata sono possibili valanghe di medie dimensioni. Ciò a tutte le esposizioni al di sopra dei 1800 m circa, attenzione soprattutto nelle zone in prossimità delle creste, nelle conche e nei canaloni.
Sui pendii ombreggiati molto ripidi, all'interno del manto di neve vecchia si trovano insidiosi strati fragili. Questi punti pericolosi si trovano soprattutto alle esposizioni da nord ovest a nord sino a nord est, attenzione soprattutto nelle zone in prossimità delle creste, nelle conche e nei canaloni, come pure nelle zone di passaggio da poca a molta neve. Esse possono anche trascinare gli strati più profondi del manto nevoso. Sono possibili valanghe di medie e, a livello isolato, di grandi dimensioni.
Sono possibili distacchi a distanza. Particolarmente pericolosi sono soprattutto i pendii ancora poco frequentati durante questo inverno, dove nel manto di neve vecchia sono presenti strati deboli.
Manto nevoso. Con neve fresca e vento da forte a tempestoso proveniente dai quadranti settentrionali soprattutto nelle conche, nei canaloni e dietro ai cambi di pendenza si formeranno ulteriori accumuli di neve ventata. I nuovi accumuli di neve ventata poggiano su una sfavorevole superficie del manto di neve vecchia a tutte le esposizioni al di sopra dei 1800 m circa.
Sui pendii ombreggiati ripidi, all'interno del manto nevoso si trovano insidiosi strati fragili. Ciò specialmente al di sopra del limite del bosco.
Tendenza: il pericolo di valanghe rimarrà invariato».
Anche nelle zone del Bellunese, dolomitiche e prealpine, e per la montagna veneta meridionale, il servizio del centro nivologico di Arabba (Belluno) indica un diffuso grado di pericolo marcato.
