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Anche il Wwf del Trentino-Alto Adige interviene sulle dichiarazioni di Reinhold Messner in cui il celebre alpinista altoatesino ha indicato «lupi, traffico e influencer ignoranti» come minacce per la montagna.
«Riteniamo importante - scrive il sodalizio ecologista - offrire un punto di vista distinto e rispettoso. Le Dolomiti e l’arco alpino stanno vivendo una fase di forte pressione: cambiamenti climatici, sovraccarico turistico, consumo di suolo e scelte politiche poco attente alla biodiversità stanno minando la stabilità degli ecosistemi.
Concordiamo con Messner sul fatto che il traffico eccessivo nei passi alpini e il turismo "mordi e fuggi" rappresentino problemi seri e urgenti, capaci di modificare non solo il paesaggio ma anche la qualità di vita delle comunità locali.
Diverso è il discorso sui grandi carnivori. La presenza del lupo è una sfida gestionale che richiede strumenti concreti e trasparenti, come misure di prevenzione moderne e supporto tecnico agli allevatori.
Purtroppo, accanto a buone pratiche ancora poco diffuse in Alto Adige/Südtirol, assistiamo all’uso di mezzi illegali come i bocconi avvelenati, che mettono in pericolo non solo i predatori ma l’intera fauna selvatica, i cani da lavoro e persino la salute delle persone. La convivenza si costruisce con responsabilità e con investimenti mirati, non con scorciatoie pericolose ed illegali.
Il riferimento agli “influencer ignoranti” richiama un tema attuale: la responsabilità di chi comunica la montagna. È vero che spesso le immagini patinate favoriscono un approccio consumistico e superficiale, ma sarebbe ingiusto non riconoscere che sempre più comunicatori digitali si impegnano a diffondere buone pratiche, sensibilizzare sul clima e trasmettere rispetto per la natura.
La comunicazione è oggi uno strumento potente per educare, coinvolgere e rendere più consapevoli i visitatori. E non va dimenticato che lo stesso Messner, con libri, conferenze e musei, ha avuto un ruolo di straordinario impatto culturale, influenzando generazioni intere ad amare e rispettare la montagna. È proprio per questo che le sue parole restano preziose: possono orientare verso un approccio costruttivo, più che divisivo.
Crediamo che il futuro delle Alpi e della montagna in generale non si giochi sull’esclusione, ma sulla coesistenza: tra persone e natura, tra tradizione e innovazione, tra diversi modi di vivere e raccontare questi luoghi.
Solo così potremo garantire montagne vive, accoglienti e resilienti, capaci di continuare a nutrire sia chi le abita sia chi le visita», conclude il Wwf.

