«Padre» dell’impresa cooperativa nel Trentino e assertore della necessità di un riscatto sociale dei meno abbienti, don Lorenzo Guetti nacque a Vigo Lomaso nel 1847 e morì a Fiavé nel 1898. Non è un caso se la Fondazione che porta il suo nome abbia sede a Larido, nel Bleggio, dove il sacerdote fondò la prima cassa rurale.

E non è un caso neppure il fatto che da Santa Croce, sede del comune di Bleggio Superiore, ci si possa incamminare lungo il Sentiero della Cooperazione. È un percorso ad anello che - toccando gli abitati di Vergonzo e Duvredo - conduce a Larido dove ha sede la mostra permanente sulla Cooperazione realizzata dall’associazione «Don Lorenzo Guetti: ieri oggi e domani» nella Casa della Cooperazione.

Il percorso si conclude al punto di partenza. Nel vasto territorio che si estende dal Bleggio al Lomaso, quello dedicato alla Cooperazione non è l’unico sentiero «a tema» indicato dalle tabelle segnaletiche che si incontrano nei centri abitati.

Sono svariati, qui, i sentieri dedicati alla storia e alla realtà delle Giudicarie Esteriori, nell’ambito che si estende fra il corso del Sarca, i fianchi boscati del Monte Casale, il Monte Misone e i crinali più alti delle Alpi di Ledro.

Non parliamo di percorsi di alta quota ma di itinerari tematici di fondovalle che all’interesse degli ambienti naturali e dei paesaggi uniscono aspetti rilevanti di storia, economia, cultura.

Percorsi che non solcano cime o valichi dei monti, ma sono punteggiati da una quantità di luoghi di interesse.

Da Santa Croce, ad esempio, oltre che sul Sentiero della Cooperazione ci si può incamminare lungo il Sentiero della Noce che, attraverso strade di campagna e piccoli borghi abitati del Bleggio, conduce nei luoghi di coltivazione di questo frutto pregiato, coltivato da secoli, che un tempo veniva esportato anche oltreoceano, ricercato anche per la produzione di dolci: la noce del Bleggio. Piante di noce si osservano fra prati e boschi, anche se non tutte di varietà bleggiana.

Ancora, tra Favrio, Stumiaga e la torbiera di Fiavé con le sue palafitte e l’area archeologica si snoda il Sentiero del Latte. Boschi, prati, stalle e campi di granoturco sono i protagonisti principali del percorso insieme all’architettura rurale tradizionale delle abitazioni contadine dove venivano conservati il fieno proveniente dalle zone di sfalcio e il foraggio.

Dal Museo delle palafitte a Fiavé si può raggiungere il Parco Archeo Natura, realizzato con capanne ricostruite, installazioni e molto altro, presso l’area abitata 3.800-3.500 anni fa.

Da Vigo Lomaso, più esattamente dal capitello di San Rocco a monte delle abitazioni, situato a fianco della strada che sale a Lundo, poco sotto la Pieve di San Lorenzo, si può seguire invece il Sentiero della Patata, un percorso dedicato ad un altro prodotto tradizionalmente coltivato in questo lembo di Giudicarie.

Lungo stradine secondarie, il percorso ad anello si snoda attraverso Campo Lomaso e Dasindo. Punto di partenza è, con le sue cinque navate, la Pieve di San Lorenzo (unica, nel Trentino, contraddistinta da un battistero esterno a pianta ottagonale), dal cui sagrato si apre alla vista il territorio giudicariese.

«Il complesso pievano, che risulta isolato ed è privo di un nucleo abitato aggregato, costituisce il centro di governo di una delle circoscrizioni che nel medioevo hanno costituito l’intelaiatura dell’organizzazione della cura d’anime del Trentino sudoccidentale», ha scritto Enrico Cavada nel volume «Alle origini delle Pieve di San Lorenzo. Storia e archeologia del costruito e del contesto».

Il volume, studio approfondito condotto da quindici autori, è frutto di un lavoro di documentazione e analisi pluriennale ed è edito dalla Soprintendenza per i beni culturali della Provincia di Trento e dal Comune di Comano Terme.

Se l’esistenza della Pieve è documentata dal 1207, il ritrovamento di reperti risalenti alla metà del IX secolo suggeriscono un’origine molto più antica. Tra coltivazioni di piccoli frutti e lembi boscati, dalla antica Pieve una stradina conduce al convento francescano di Campo Lomaso, nel cui refettorio nacque nel 1814 il poeta Giovanni Prati.

Tra le fronde si intravvede il Castello di Campo lungo la strada secondaria che conduce a Dasindo (dove si trova la casa natale del poeta), costeggiando campi coltivati a mais e a patate. Sempre per una strada di campagna il percorso si chiude al punto di partenza. Campo Lomaso e Dasindo ospitano a fine ottobre la Festa della Patata.

Le descrizioni dei vari percorsi, con i dettagli su difficoltà, durata, distanza, i profili altimetrici e le direzioni da seguire, si possono trovare sul sito web Garda Trentino, www.gardatrentino.it, dal quale sono tratte anche le immagini di questa pagina.


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