PHOTO
Ricordata a Pinzolo la prima ascensione alla vetta del monte Sarmiento, che il 7 marzo 1956 vide protagonisti la guida alpina della Val Rendena Clemente Maffei e lo scalatore/esploratore lecchese Carlo Mauri.
A settant’anni da quella salita inedita al monte Sarmiento, il «Gigante di ghiaccio», in Cile, nella Terra del Fuoco, Pinzolo e la val Rendena hanno voluto ricordare con un incontro pubblico quella impresa alpinistica.
Clemente Maffei "Gueret" (1924-1991), guida alpina e forte alpinista di Pinzolo arrivò in vetta, dopo alcuni tentativi falliti, insieme al noto accademico del Cai e componente dei Ragni di Lecco, Carlo Mauri.
I due scalatori, dopo aver fallito l'attacco dal versante nord, salirono con successo la vetta principale, la più elevata, seguendo la cresta sud. Si trattò, data l'epoca e i mezzi a disposizione, di una impresa rilevanti, in un contesto di neve e ghiaccio che rendeva tutto assai arduo, in una montagna isolata e ostica malgrado i suoi 2.207 metri, una piramide sul mare, che la circonda da tre lati. Solo nel 2013 la vetta principale fu nuovamente salita: lo fecere il cileno Camilo Rada e l'argentina Natalia Martínez, in prima invernale.
La spedizione italiana del 1956 era guidata da padre Alberto Maria De Agostini, che aveva già tentato invano la vetta decenni prima.
La serata di Pinzolo ha riportato in primo piano la figura del “Gueret”, le sue imprese, le sue amicizie con alpinisti di fama internazionale, la sua passione per le valli e cime meno conosciute tra val Genova, Adamello e Presanella, l’attaccamento al suo territorio, l’amore per la famiglia, e anche il desiderio di trasmettere la passione per l’alpinismo, ad esempio attraverso il gruppo dei Rampagaroi (scalatori) che aveva fondato.
Un profondo ritratto tracciato, l'altra sera, dal medico Marco Collini, amico di Clemente Maffei, dalla figlia Eva Lavinia Maffei con le parole dedicate al papà, insieme ad un documentario e a una mostra fotografica, e da Gianni Canale, presidente del Collegio delle guide alpine del Trentino.
Cuore della serata la rappresentazione teatrale del Filò da la Val Rendena che, con la direzione di Brunetto Binelli, ha riportato in vita la voce di “Gueret” attraverso i suoi diari.
Proposti anche materiale fotografico e immagini video messi a disposizione dalla famiglia e dal Museo nazionale della montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino.
La serata, condotta da Massimo Imperadori, è stata promossa dal Comune in collaborazione con l'Apt Madonna di Campiglio, ed era inserita nel programma della 55ª edizione della Targa d’argento premio Internazionale della solidarietà alpina.
[nelle foto, la locandina della serata e immagini di Clemente Maffei "Gueret" fra i ghiacci in Cile e accolto in trionfo al rientro, esposte nella mostra che fu allestita nel 2006 a Pinzolo per il cinquantesimo anniversario dell'impresa alpinistica]

