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Quella alle porte sarà l’ultima estate del rifugio Bindesi targato Nunu’s. La società guidata dai tre trentini Andrea Buselli, Alessandro Coser e Ivan Fonsatti nelle scorse settimane ha infatti formalizzato alla Sat centrale la richiesta di rescindere il contratto con sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale, che sarebbe caduta nei primi mesi del 2027, dopo cinque anni dall’assegnazione nel 2022 successiva alla gestione da parte di Fabio Bortolotti, Ilaria Valenti e Federico Weber.
Le voci, sulle incertezze legate all’attività dello storico rifugio che domina Villazzano, intitolato al pioniere dell’alpinismo trentino Pino Prati, che perse tragicamente la vita sulla parete Preuss del Campanile Basso, avevano iniziato a rincorrersi intrise di una sempre crescente preoccupazione dall’inizio della primavera.
I tanti amanti delle escursioni in Maranza e Marzola e delle arrampicate nella storica palestra di roccia che fu casa anche per Bruno Detassis e Marino Stenico e ha visto le vie come la “Mariota” o le “Sdramele” essere culla per tanti futuri rocciatori, non nascondevano le loro preoccupazioni nel vedere il rifugio chiuso e non avere informazioni in merito: essendo un felice ibrido (in tutto e per tutto rifugio alpino, ma raggiungibile agilmente anche in auto ai suoi 660 metri) erano abitati a vederlo aperto tutto l’anno.
Le rassicurazioni dei gestori - con un lungo periodo di chiusura per ferie, che perdura dall’inizio di marzo - nascondevano in realtà trattative per il futuro e una riorganizzazione, come conferma Andrea Buselli: «Abbiamo chiesto a Sat di poter concludere l’affidamento dei Bindesi in anticipo», spiega: «Garantiremo comunque l’attività estiva, aprendo la prossima settimana e proseguendo fino a settembre, per poi salutare e concentrarci sulle nostre altre attività».
Nunu’s, nato infatti come attività con i food truck e in passato realtà che aveva rilevato anche gli storici Tre Garofani in via Mazzini a Trento, attualmente gestisce anche il Patascoss a Campiglio ed ha visto esplodere la propria attività itinerante, con una autentica flotta di furgoni e caravan attrezzati che girano per tutta l’Italia e non solo.
«Ormai, fortunatamente, la nostra attività ha raggiunto una dimensione tale che mal si concilia con una realtà che è bene possa godere di una gestione familiare come quella del rifugio Bindesi», spiega ancora Buselli.
L’accordo trovato, permetterà ora alla Sat centrale di lavorare fin da subito alla stesura di un nuovo bando per garantire continuità gestionale alla storica struttura trentina.
[articolo tratto dal quotidiano l'Adige del 12 giugno 2026, foto Daniele Panato/agenzia Panato]
