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Due volumi per esplorare l'universo scialpinistico in Trentino-Alto Adige: si tratta della guida «Scialpinismo classico», firmata dalla guida alpina Diego Filippi e appena pubblicata fa dalla casa editrice padovana Idea Montagna.
Dal Brennero, il più importante valico delle Alpi, ricorda l'autore, si allungano verso sud le grandi vallate dell’Isarco e dell’Adige, separando in due parti quasi uguali il territorio del Trentino Alto-Adige.
«Se queste due parti, per estensione geografica, sono praticamente identiche, non si assomigliano affatto nella geologia e nella morfologia del terreno.
La grande differenza che subito appare è che a ovest, predomina il ghiaccio con gli importanti gruppi dell’Ortles-Cevedale e dell’Adamello-Presanella mentre a est, prevale la roccia con tutta la vasta e famosa area dolomitica. Risulta dunque facile intuire, l’incredibile varietà di paesaggi e panorami, montagne e vallate, che questa regione può offrire in termini di ascensioni alpinistiche e sci alpinistiche».
La guida, dunque, è divisa in due volumi che seguonmo, appunto, questa logica: valli occidentali e valli orientali.
Il primo volume (352 pagine, 30 euro) è dedicato all'area occidentale: partendo dalla cresta di confine considera il gruppo del Sesvenna, la grande catena delle Alpi Venoste e Passirie e il piccolo gruppo delle Breonie di Ponente.
Nella fascia centrale si trovano gli estesi gruppi dell’Ortles-Cevedale e dell’Adamello-Presanella mentre a meridione, si allargano i monti delle Dolomiti di Brenta e delle Prealpi Gardesane.
La Palla Bianca con il Monte Cevedale e la Cima Presanella, sono le vette che maggiormente rappresentano questo territorio, dove predomina l’alta quota con importanti ed estesi ghiacciai. Risulta dunque il terreno ideale per le grandi ed impegnative escursioni primaverili.
La vasta zona dei Monti Sarentini, data morfologia del terreno, rimane particolarmente adatta allo sci alpinismo invernale. Nel severo Gruppo di Brenta le possibilità sono abbastanza limitate mentre sulle Prealpi Gardesane, indimenticabili resteranno le sciate a picco sul lago di Garda.
Il secondo volume (256 pagine, 27 euro) spazia nella zona est: partendo dalla cresta di confine considera il gruppo delle Breonie di Levante e i Monti di Fundres con le Alpi Aurine e Pusteresi.
Appena più a sud, nella fascia centrale, troviamo tutta la vasta area delle Dolomiti di Fiemme e Fassa con le Pale di San Martino fino alle Dolomiti di Braies e di Sesto. Ancora più a meridione, si distende infine la lunghissima catena del Lagorai con i piccoli gruppi del Pasubio e del Carega.
La varietà di questo territorio, ricorda l'autore, è davvero sorprendente. Al nord troviamo i ghiacciai d’alta quota che offrono le indimenticabili sci alpinistiche di primavera. Gran Pilastro, Grosse Moseler, Picco dei Tre Signori, Monte Nevoso e Monte Magro, sono solo alcuni piccoli esempi.
Al centro l’area dolomitica, ricca di forti contrasti tra alte pareti rocciose e profondi canaloni, è il terreno ideale per lo sci ripido. Tuttavia non mancano le possibilità per uno sci alpinismo di tipo classico che in queste zone assume un aspetto particolarmente affascinante e suggestivo.
Vedi per esempio le varie salite nel gruppo della Marmolada o nelle Dolomiti di Braies.
L’area meridionale invece, dove troviamo la grande ed estesa Catena del Lagorai con i più modesti gruppi del Carega e del Pasubio, resta particolarmente adatta allo sci alpinismo invernale.
Diego Filippi è di Trento, classe 1967. Fin dalla giovane età frequenta le montagne di casa come le Dolomiti di Brenta e il gruppo del Lagorai. Nel 1983 inizia ad arrampicare con la Scuola di alpinismo Giorgio Graffer di Trento, diventando poi guida alpina nel 2004.
Da sempre appassionato e metodico esploratore, ha salito le cime più alte e prestigiose dei principali gruppi montuosi delle Alpi e degli Appennini: dalle sperdute montagne del Kamnik in Slovenia alle alte vette del Delfinato in Francia, dalle modeste cime dell’Appennino Ligure fino ai nascosti monti del Pollino in Calabria.
Ha pubblicato diverse guide di alpinismo ed escursionismo sulle montagne della propria regione e negli ultimi anni si è dedicato all’esplorazione sistematica di tutte le vette del gruppo del Lagorai-Cima d’Asta. Da queste esplorazioni è nato questo suo ultimo lavoro editoriale.
