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TRENTO. Il sabato del villaggio. Quello delle valli di Non e Sole, che domani saranno teatro della 21esima edizione del Trofeo Melinda, con partenza da Malé alle 10.55 ed arrivo a Fondo tra le 16 e le 16.30, al termine dei 198 chilometri di gara. Un Melinda che vivrà sulla sfida tra il vecchio e il nuovo, ovvero tra il vincitore dell'ultima edizione (il veterano Davide Rebellin) e due giovani talenti, il colombiano Carlos Alberto Betancur e il cembrano della Liquigas Moreno Moser, 43 anni in due. Moreno - che proprio al Melinda fece il suo esordio tra i pro (da stagista) nell'agosto 2011, con tanto di attacco nel finale di corsa - ha aperto la sua prima stagione da professionista con due vittorie, al trofeo Laigueglia e al Gp di Francoforte, ed è reduce da un ritiro in altura al Passo San Pellegrino.
«Mi sembra di stare abbastanza bene - spiega Moreno -. Certo, il mese passato lontano dalle corse si farà sentire (l'ultima gara di Moreno è stata quella vittoriosa di Francoforte, datata 1 maggio, ndr). Mi manca il confronto diretto con gli altri corridori ed anche un po' di ritmo gara, anche se oggi (ieri, ndr) ho fatto un po' di dietro motori proprio per provare a colmare almeno in parte questo gap. Non posso dire di essere al top, ma sabato non partirò per fare un allenamento. Ci voglio provare».
La corsa, come sempre, si deciderà nel finale, sull'ultima salita che porta sul traguardo di Fondo. «La storia del Melinda dice questo - continua il cembrano - e penso che anche quest'anno sarà così. Sono il primo ad augurarmelo. Lo scorso anno ho avuto modo di prendere le misure e ora partirò con qualche consapevolezza in più, oltre alla fiducia da parte della squadra. Dovrò cercare di tener duro per giocarmi qualcosa di importante».
I corridori da battere? «Rebellin, Betancur e anche Battaglin, mentre Pellizotti è un'incognita». Attenzione, però, anche a Moreno Moser. Qualcosa più di un semplice outsider.
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