Trento. Il finale di stagione ha visto anche quest’anno disputarsi la manifestazione più rappresentativa (escludendo i campionati italiani assoluti) del tennistavolo nazionale, ossia i campionati italiani di categoria, dislocati tra Verona e Riccione rispettivamente per le categorie Paralimpiche e quelle di seconda, terza, quarta, quinta e sesta maschili e femminili, sia di doppio che di singolare, terminati dopo una maratona di due settimane.

Mercurio di bronzo

Il primo risultato di rilievo per quanto riguarda un atleta trentino è stato colto da Salvatore Mercurio (Autohaus Mezzolombardo) che, nella “classe 8” delle categorie paralimpiche, ha prima superato il girone come secondo per poi scavalcare anche lo scoglio che in un torneo nazionale è la maggiore insidia, vale a dire quello dei quarti di finale, considerato che superare quelli significa ottenere una medaglia. A farne le spese in questo caso è stato il trevigiano Stefano De Carlo, il quale non ha trovato contromisure agli attacchi sempre ben calibrati di Mercurio (11-5, 11-6, 11-4). In semifinale invece è stato l’altoatesino Samuel De Chiara a fermare la corsa del trentino, corsa che comunque è andata a convergere sull’obiettivo prestigioso di una medaglia di bronzo.

Lavisane sugli scudi

Anche sulla riviera romagnola non sono mancati i metalli preziosi. Nel settore femminile si sono distinte le ragazze del Dolomatic Lavis, capaci di tornare a casa con una terna di medaglie al collo. La prima e la più altisonante ad essere indossata è stata quella di Miriam Sattler, 22enne titolare della squadra trentina in serie A2, nel doppio misto di terza categoria, nel quale assieme al siciliano Stefano Caprì ha superato i pronostici, andando a prendersi il titolo di campionessa italiana di questa specialità dopo aver dominato, in una finale di tre soli set (11-7, 11-9, 11-7) la coppia campano-marchigiana Giulia Ciferni – Federico Giardi. Non contenta, Miriam ha poi confermato l'ottimo stato di forma anche nel singolare femminile di terza categoria, nel quale ha centrato la medaglia di bronzo, frutto di una maratona durata cinque set contro la lombarda Aurora Cicuttini (n. 38 d’Italia).

A imitarla ci ha poi pensato una ritrovata Cristina Lorenzin, 28enne valsuganotta che, nel doppio terza categoria femminile giocato in coppia con la friulana Valentina Ros, ha macinato numerosi incontri con esito positivo nel lungo tabellone. In una sorprendente semifinale le due trivenete, vittoriose contro la coppia lombarda Gaia Masciangelo-Lisa Belli per 11-5, 7-11, 11-9 e 11-7, si sono assicurate la medaglia di argento. In finale, sicuramente appagate per il risultato raggiunto, si sono arrese alla coppia ligure-lombarda Chiara Visentin-Stella Frisone per 6-11, 8-11 e 5-11.

Jacopo Endrizzi, disco rosso

Nulla da fare invece nel settore maschile per Jacopo Endrizzi, il più forte atleta trentino, che ha difeso in questa stagione i colori del Vicenza in serie B. Alle prese in questi ultimi mesi con gli esami di maturità, ha gareggiato tra i seconda categoria, sia nel tabellone individuale che nel doppio maschile. Già ben lontano dal suo record in classifica italiana (n. 74 al 31/12/2017), è stato sconfitto al 1° turno dal veterano nigeriano Olufemi Michael Oyebode e stessa sorte ha subito nel doppio, in coppia con il compagno Giacomo Moro.